DE/SCRIVO 1.0 “Scorie d’io” di Luca Rota

 

Dopo la serata inaugurale di DE/SCRIVO 1.0 del 5 febbraio con “Terra Inquieta” di Vito Teti, in una cornice super partecipata della libreria Tavella, e con l’intervento di Francesco Bevilacqua, annunciamo subito il secondo appuntamento in rassegna previsto per giovedi 11 febbraio alle ore 18.00 presso la libreria Gulliver con “Scorie d’io” di Luca Rota. Per restare in linea con il manifesto, riproponiamo una traccia del nostro meridione, questa volta in versi, e in altro spazio della nostra città, affinché la circolazione dei libri possa ampliarsi sempre più in un’ottica libera e aperta.

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“Scorie d’io” è terzo lavoro poetico del giovane autore roglianese Luca Rota, edito da Eretica Edizioni. La raccolta rappresenta l’ultimo tassello di una trilogia iniziata dal poeta nel 2011, con la pubblicazione de “Il silenzio assordante” (Orizzonti Meridionali) cui ha fatto seguito nel 2014 “Dentro nell’ordine sparso” (Apollo Edizioni).

“Credo si tratti di un’opera matura, fatta di tante cose, non soltanto condita di spasmi interiori e visioni intimiste”, dichiara Rota. In Scorie d’io sono presenti temi vari, attinenti alla società in cui viviamo, alla ricerca di dio, al rapporto dell’uomo col suo vicino più prossimo (l’uomo), e per questo non soltanto riguardanti la sfera dell’intimo, come molto spesso si vuole debba occuparsi la poesia”.

Dunque un’opera varia che esprime la visione dell’autore su ciò che egli vive e tocca con mano, o col pensiero.

Dalla prefazione di Gaetano Santandrealocandina luca (stampa)

 

“La scrittura non ha per Rota nessuna valenza catartica, o potenzialità salvifica, non può darsi definitivamente al sempre di un punto, galleggia sospesa nella generosa risacca del ricordo, affiorando per frammenti, scorie di una realtà che non si sottrae del tutto, ma nemmeno può esser detta, perché fruita anche da altri che colpiscono con il loro abbandono una materialità imprigionata, lisa, spezzata […] Perché questa delle tre nate dal sacrificio gentile di Luca Rota, è la raccolta che più esige mani amorevoli e protettive poiché in queste pagine pulsa il cuore autentico del suo riflettere scandito in trenta palpiti bianchi. Fronte tesa ad inseguire un nuovo futuro, occhi chiari fari illuminati di un nuovo cammino. Scorie d’io son testimonianze di una sollecitazione poetica crescente, additiva ad un’anima, la quale, pur avvertendo l’alba incombente di un nuovo giorno, va ancora ad addentrarsi nella madida radura della propria voce notturna. E si diverte”.

Da straniero in casa propria

 

Spettri di perdizione estrema,
quella non appartenenza al mondo
casa, palazzo, cortile, piazza, nazione.

Riconoscersi appena,
disprezzando sogni, paure e ricordi.
Poi di colpo, amarsi.

L’ oscura vigliacca abnegazione,
paura che giace nelle viscere
e cresce nella mente.

Negli occhi la lucentezza fioca,
il ricordo labile e lascivo
di chi s’ incammina senza meta,
da straniero in casa propria.

 

Valeria D'Agostino

Giornalista pubblicista

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