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Come la barca
in mezzo al mare
provo a non affondare.

Errando tra le onde,
sputo acqua e sale;
gli occhi brucianti,
la gola dolente,
mentre in alto
bugiarde stelle
brillano
tra veloci spiragli
di nervosi nembi.

E il giorno attendo,
sperando che la follia della luce
dissolvi l’orribile tempesta,
nel tempo bugiardo
che il dolore annulla…

Allora abbandono
la barca a pezzi,
senza più vele,
senza timone,
e sprofondo
in un oceano
calmo
dove tutto
tace.
2/feb/2014

Di Davide De Grazia

Il poeta non è altro che un canale, un medium per l'infinito, che si annulla per fare posto a forze che gli sono immensamente superiori e, per certi versi, persino estranee. D'altra parte chi sono io di fronte al tutto, ma al contempo, cosa sarebbe il tutto senza di me?

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