Sei cuore che batte;
sangue
che pulsa nelle vene.

Sei astro risplendente;
buio
il più cupo.

Sei stereotipo vagante
d’un ladro
che fremente ha venduto il cuore.

Sei misero!

Ah, Dio!
Quanto t’odio.

Sei insaziabile,
e così
la mia lingua t’agogna.

Fanciullo ingenuo
portato all’ombra
delle mie necessità.

Ti desidero.

A colpi di machete
mi hai scavato il cuore;
tirato lo stomaco
dal suo giaciglio.

Sei senz’anima!
Pulpito d’un Dio
privo di misericordia.

Bacia ancora
questo mio ventre sottile,
provato dai tuoi capricci.

Ti volto le spalle
ma tu stringi,
stringi ancora più forte.

Il mio tormento:
Sentire le tue mani
lungo la mia schiena
strizzarmi il cuore
fino a farmi bagnare
di rivoli di sangue.

Franz Tropea

Nata in una pozza d'acqua scura, intrisa di colori scintillanti. Poco poco viva, poco poco morta; in perpetua oscillazione tra una vana porta, logora e spoglia, e l'Isola-che-non-c'è.

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