L’imperituro divenire dell’eudaimonia: dall’utopia edonistica all’esistenzialismo kierkegaardiano

Amore e ricerca della felicità come cardini dell’autarkeia.
Temi da sempre al centro della riflessione filosofica alla pari di altri come i fondamenti teleologici del katéchon alla parusìa dell’Antikeimenos (secondo un’inclinazione squisitamente teologica), il problema del conoscere e del divenire o ancora l’ente che sottende l’archè del “tutto integrato”, mutuando una terminologia cara all’antropologo Bronislaw Malinowski.

Epicuro nella “Lettera a Meneco sulla felicità”, così come nel “Tyche physeos” (opera che sarà fondamentale per Lucrezio quando comporrà il suo De rerum natura), definisce l’amore un bene dinamico al quale attingere con una moderazione che si potrebbe definire oraziana, onde evitarne gli inevitabili turbamenti in un animo che al contrario deve raggiungere l’oikeiosis nell’hedonè, mediante beni catastematici come la philìa: “bisogna dunque esercitare ciò che procura la felicità, perché se abbiamo questa, abbiamo tutto, ma se manca, facciamo di tutto per averla” (Epicuro: “Lettera sulla felicità”).
La felicità resta un anelito, un’utopia sfumata, avversata dalla “tragicità dell’amore”, come ricorda Virgilio in un passo del Libro IV dell’Eneide parlando dell’innamoramento di Didone.
Restano celebri i suoi versi: “uritur infelix Dido totaque vagatur urbe furens”.
Read more


‘A Tridicina – Cap II

II

   Il giorno dopo era n’atra vota in classe; tornato al lavoro giusto ppi fari ‘a mossa e per non lasciare adito a troppe critiche che già – ‘nci parìa – lo solevano disegnare come ‘u professorino trentenne che prende congedo ‘na volta al mese, non si sentiva granché bene e il suo colore aveva preso un nonsoché di gialinusu. Se la mattina precedente s’era alzato dal letto cumu nu cani rabbiusu, da dopo chilla telefonata era n’unico, intero, agglomerato di pinzìari e di paure. Detto volgarmente s’avìa un po’ “cacatu u’ puricinu”, ma s’impegnava al massimo per apparire il più possibile come al solito. E pua lui era sempre stato d’un colorito ceruleo: il congedo del giorno prima l’avrebbe sicuramente coperto facendo pensare a ‘na febbricola stagionale. Ca mo’, ‘nta chilli juarni, ‘a temperatura pareva per davvero fare i porci comodi sua.     Read more



‘A Tridicina – cap I

I

   Chillu jornu i l’ultimo i Maju manco la Madonna del Carmine – ca, si sa, trattasi d’una delle più sconsolate e rabbujate – avrebbe potuto fare ancuna cosa per spegnere la furiosa rabbia (ca già a rabbia è rabbia) di Totò. Era nu tipo strano, illu, se per “strano” vogliamo si intenda non-comune alla stragrande maggioranza di l’abitanti della Città, eppure, da Città stessa era forse quello ca nd’incarnava alla perfezione chilli che molti chiamerebbero “i tratti peculiari”. Sapìa essere adattabile a situazioni diverse, e ‘na guccia di bipolarismo tipicamente giovanile l’aiutava particolarmente in questo. Canuscìa tutti l’angoli della Città, pure i più periferici, e sapeva ca puru chisti, a seconda delle situazioni, dell’ora, ma soprattutto di pirzuni che li frequentavano, potevano avere a tratti l’aspetto d’accogliente angolo qualsiasi, a tratti diventavano nojosi ca ti si scurava ‘u cori solo a passarci, a tratti addirittura infidi, pericolosi, da evitare molto volentieri ‘nsomma. Molto dipendeva, certamente, dal periodo dell’anno: ‘na città così dipendente dal ciclo delle stagioni nun s’era vista mai ai nostri tempi; da ‘stu punto di vista potremmo dire, dunque, che fosse ‘na Città molto molto naturale. Certe consuetudini, tradizioni, feste, parìanu esser’ormai ovvie cumu l’acqua e cumu ‘u suli. ‘A Tridicina di S.Antonio, ad esempio, era una di queste. ‘Ncignava proprio l’urtimo i Maju, con solenne messa intorno alle sei del mattino. Read more



QUI è la COSTA NOSTRA.

Listen: https://www.youtube.com/watch?v=hdByRJLrvY

È da un po’ di tempo che vedo i morti. Li vedo ovunque: in piazza, nei centri commerciali, in luoghi pieni, affollati, ma pure in luoghi più riparati e isolati. No, non intendo zombie vaganti e cannibali, senza un braccio o senza una gamba; intendo esseri umani in carne ed ossa, vivi, ma probabilmente monchi di coscienza.

Quando il dio del mare, Poseidone, vide ciò ch’era stato fatto dagli uomini al suo regno si adirò invocando innumerevoli sacrifici. Solo tramite espiazioni e purificazioni, infatti, si sarebbe placata la sua ira. Read more


Ti consiglio un libro: Di tutte le ricchezze.

Stefano Benni – scrittore, giornalista e poeta italiano – pubblica nel 2012 il romanzo “Di tutte le ricchezze”, libro edito da Feltrinelli.

Martin, protagonista della storia, è un professore e poeta che, ritiratosi dalla frenetica vita cittadina e universitaria, condivide i suoi spazi unicamente con il suo cane e fido scudiero, Ombra.
Martin scrive saggi ed è conosciuto nell’ambiente letterario come il massimo esperto del poeta Domenico Rispoli, in arte il Catena, nato nello stesso paese in cui risiede ora il professore e morto in manicomio.
La solitudine del protagonista viene interrotta dall’arrivo di una coppia di vicini. Lui, Aldo, mercante d’arte che somiglia ad uno dei cattivi delle fiabe, viene soprannominato a tal motivo da Martin “il Torvo”. Lei, Michelle, attrice teatrale dalla bionda chioma, viene soprannominata “la Principessa del Grano”e ricorda, al professore, l’unica donna che abbia mai amato nella sua vita.
Tra poesie, leggende, animali notturni (e non) pronti a dare un consiglio, attese, sogni, ricordi e speranze, Martin si abbandonerà, a ritmo di valzer, a questa nuova aria pronta a riaprire e rimarginare vecchie ferite lasciate da segreti mai svelati. Read more



Vikings: quando Storia e Mito si stringono la mano

Oggi voglio dare un consiglio alla visione, per così dire, “alternativo”. Infatti il web è invaso dalla mania Game of Thrones, ben oltre i suoi meriti, e non presta l’attenzione che meriterebbe a una serie televisiva di ambientazione storica, “Vikings”, del canale History Channel, che personalmente mi ha colpito molto.
Partita in sordina,a me però ha attirato fin da subito, per via della sigla potente e densa di immagini forti, e la storia successivamente non mi ha deluso. Read more


“Felici & Conflenti 3” danze e musiche tradizionali in arrivo

Siamo lieti di annunciare la III EDIZIONE di FELICI & CONFLENTI 2016 | Stage di danze e musiche tradizionali dell’area del Reventino | dal 25 al 30 Luglio 2016

Felici & Conflenti è un’occasione di condivisione e trasmissione della cultura coreutica e musicale dell’area del Reventino.

Un momento di incontro diretto con danzatori, musicisti, ricercatori e portatori della tradizione nel contesto di un sistema di trasmissione orizzontale dei saperi in cui l’oralità ha un ruolo fondamentale. Un’occasione per scoprire/riscoprire suoni dimenticati dal fascino antico a contatto con una cultura musicale viva. Read more


  • ©2016 Manifest. Tutti i diritti sono riservati agli autori delle singole opere.
  • Il blog è stato realizzato da Siti Web Torino.