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Inaugurata “Grandi maestri – Tracce del 900”  Balla – Braque – Burri – Capogrossi -Dalì – Duchamp – Ernst – Fontana -Kounellis -Picasso -Tapiés presso “Studio Gallery Mendicino” in sinergia con il MAON di Rende e P-Art, visitabile fino al 4 giugno

LAMEZIA TERME – Altro intenso momento di condivisione questo pomeriggio presso lo Studio Gallery di Domenico Mendicino, a Lamezia Terme Sambiase.  Dopo la recente “Parti” Paradigmi di itinerari creativi, ad inaugurare la mostra “Grandi maestri – tracce del 900” sono stati i 3 artisti lametini che negli ultimi tempi figurano anche tra i protagonisti di una nuova primavera culturale, e nella fattispecie artistica, non solo della piana lametina ma di tutto il panorama nazionale, grazie al loro concentrato di passioni, competenze, professionalità. Domenico Mendicino, Antonella Rocca, Francesca Ferraiuolo: un miscuglio di caratteristiche che porta il gruppo di amici a raccogliere sempre più soddisfazioni, e la stima del professor Tonino Sicoli che – da vero maestro – accompagna i giovani artisti verso un cammino di crescita e di arricchimento reciproco. La mostra, allestita nella Gallery di Mendicino è infatti curata dal professor Tonino Sicoli – MAON Museo d’Arte dell’Otto e del Novecento di Rende, avendo come punto di riferimento il periodo storico del 900’ con le sue evoluzioni, un viaggio che parte dai nomi di grandi autori e dalle loro opere per arrivare al presente e scoprire – meravigliandosi – una contemporaneità a loro già familiare.

Si tratta di una delle tante collaborazioni nel tempo tra MAON, P-Art e Studio Gallery Mendicino a dimostrazione della bella sinergia tra i soggetti e che va al di là di limiti cronologici e generazionali. Una realtà, quella del MAON di Rende che nasce nella metà del 2000, con alle spalle un lavoro ultraventennale. (In quegli anni figurano rapporti con Tonino Pujia, Fabio Butera, Caterina Arcuri, presenti in sala). “È un rapporto consolidato, un lavoro che parte da lontano e da una certa continuità. Non è vero che la Calabria è rimasta la stessa, forse si ostinano a pensar ciò coloro che non hanno saputo adattarsi al cambiamento” – spiega il professor Sicoli. Una mostra che presenta un percorso di 11 opere di grandi artisti, prova di alcuni testimoni del ‘900 ma anche di coloro che hanno cambiato la ‘cultura’ e il modo di vivere la società. “Ogni artista è stato un innovatore di linguaggi ma anche portatore di pace, di solidarietà e di partecipazione sociale” – dice ancora Tonino Sicoli”. Dunque, si tratta di personalità che hanno detto no all’arte elitaria, no all’arte borghese; un’arte in sintonia con il ‘gusto’ della gente.

Nella fotografia di Duchamp – 1918 – i capelli rasati disegnano una stella; era già ‘contemporaneo’ ciò che all’epoca era una ‘provocazione’. Ancora, nel suo multicolore Alberto Burri, ideatore della Pop Arte (Si ricorda di recente nel suo centenario una mostra a New York). Burri che invade il nostro gusto nel vestire ad esempio. Si tratta di artisti che portano nell’arte il ‘concetto’, l’idea, il pensiero. “Ricordiamo il capovolgimento dell’orinatoio di Duchamp dal quale egli riesce a cambiare il senso della realtà, laddove la ‘banalità’ viene messa in discussione, anche perché la nostra realtà non è così univoca. Qui andiamo oltre i ‘grandi’ belli che non progrediscono” – dice ancora il professor Sicoli.  Ancora, La Celèstine di Pablo Picasso, stessa celestina del ‘periodo blu’ negli amanti dei romanzi del ‘600, laddove l’incisione è una tecnica privilegiata, non minoritaria, in quanto l’arte non è fatta solo di pittura o di scultura.

 

Di Valeria D'Agostino

Giornalista pubblicista

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