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Passeggiavo sull’erema spiaggia,

nel cielo gabbiani tratteggiavano

il quadro dell’imbrunire,

mentre il giorno,

tizzone ormai consunto,

andava spegnendosi, triste, sul mare…

un tuffo, l’acqua salata nei capelli,

il freddo, l’ebrezza e poi ricordare…

sogno gramo

lei che si spogliava sotto le stelle,

sogno beffardo e imbelle,

come tutte quelle storie d’amore

che in passato

mi hanno scolpito 

il cuore.

Di Davide De Grazia

Il poeta non è altro che un canale, un medium per l'infinito, che si annulla per fare posto a forze che gli sono immensamente superiori e, per certi versi, persino estranee. D'altra parte chi sono io di fronte al tutto, ma al contempo, cosa sarebbe il tutto senza di me?

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