Vikings: quando Storia e Mito si stringono la mano

Oggi voglio dare un consiglio alla visione, per così dire, “alternativo”. Infatti il web è invaso dalla mania Game of Thrones, ben oltre i suoi meriti, e non presta l’attenzione che meriterebbe a una serie televisiva di ambientazione storica, “Vikings”, del canale History Channel, che personalmente mi ha colpito molto.
Partita in sordina,a me però ha attirato fin da subito, per via della sigla potente e densa di immagini forti, e la storia successivamente non mi ha deluso.
La storia, in breve, è la seguente: Il guerriero vichingo Ragnar Lothbrok desidera esplorare le civiltà attraversando le acque dell’oceano. La sua ambizione si contrappone però all’ostinazione del capo locale Earl Haraldson, il quale non vuole rischiare di perdere le sue navi e i suoi predoni inviandoli nell’inesplorato Ovest. Aiutato dall’amico Floki, un costruttore di barche,visionario e da molti considerato folle, Ragnar crea una nuova generazione di navi capace di domare il mare agitato del Nord, senza immaginare lo spargimento di sangue cui la sua gente sta per essere chiamata in nome della supremazia e della gloria. Da lì partirà, a volte rappresentata fedelmente, a volte romanzata, la grande epopea dei Vichinghi a contatto con l’Occidente. Il loro arrivo e il loro scontro/integrazione cambieranno faccia all’Europa.
Naturalmente la serie è molto più di questo, visto che si dipana per cinque stagioni, e man mano che procede nella storia, aggiunge scenari e tasselli vari, che spaziano dalle conquiste vichinghe in Francia e Inghilterra, i loro primi insediamenti in Europa e la guerra civile tra i divisi regni inglesi, tra cui spicca Re Ecbert, ambizioso e lussurioso.
La ricostruzione storica è efficace, anche se naturalmente è complicata dalla scarsità delle fonti riguardante quei primi Norreni: l’unico personaggio realmente documentato è Rollo, antenato di Guglielmo il Conquistatore, che nel 1066 dominerà l’Inghilterra, e suo fratello Ragnar, il protagonista, è per metà avvolto nella leggenda.
La serie riesce abilmente a mediare tra realtà storica e ambientazioni magico-fantasy, trasmettendo tutto il fascino della cultura vichinga e istituendo un bellissimo dialogo/ scontro tra essa e la cultura cristiana, rappresentato dal rapporto di amicizia tra Ragnar e il monaco Athelstan, fatto prigioniero dai Vichinghi durante la loro prima incursione a Lindisfarne.
Tutti i personaggio sono tratteggiati benissimo, e spiccano, oltre a Ragnar- l’ottimo esordiente Travis Fimmel- e Rollo, la prima moglie di Ragnar, la guerriera Lagertha, e soprattutto il già citato Floki, interpretato in maniera straordinaria dal figlio d’arte Gustaf Skarsgard.
La bellezza di questa serie, a mio avviso, sta nel fatto che riesce, nonostante sangue, massacri, guerre e tradimenti, a trasmettere un enorme senso di umanità che traspare da ogni personaggio e da ogni fotogramma: dalla folle umanità di Floki, alla crudele giustizia e senso dell’onore di Ragnar, alla brutalità e al risentimento di Rollo e Sigghi, alla ferocia mista ad amore di Lagertha.. per non citare la dignità del guerriero Thurstan e i tormenti interiori di Athelstan. Assolutamente da vedere, quindi: non perdetela! Perchè, tra una scorreria e l’altra, tra una guerra e un tradimento, si torna sempre alla sana terra da coltivare.
Evviva Vikings!

Pierluigi Cuccitto

Di Pesaro. Ho trentaquattro anni, vivo e scrivo da precario in un mondo totalmente precario, alla ricerca di una casa dell’anima – che credo di aver trovato – e scrivo soprattutto di fantasy e avventura. Ho sempre l’animo da Don Chisciotte e lo conserverò sempre!

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