i 4 elementi

Fuoco nella notte,
paradiso inaspettato
in questa vita fin troppo trasandata
conseguenza di fatidici errori.

Penetra silenziosa questa Dea bianca,
gocce sedicenti di questo mare d’amore
nuotando verso l’orizzonte
di questa passione che nasce.

Il vento soffia lieve
mentre sdraiati con gli occhi verso il cielo
pensiamo a Noi,
nient’ altro che noi.

Danzi nel deserto delle mie paure,
una melodia ricorrente
che cambia il destino di vite trasandate
per vivere tra le nuvole del nostro Olimpo.


Raccogliere la casa

27-28-29 Giugno: tre giorni rapidi, eppure lunghissimi.
La storia della mia famiglia, la parte “meridionale”, se così si può chiamare, è sempre stata caratterizzata da questo grande affetto impossibilitato a manifestarsi quotidianamente, perchè il destino di tutti è stato quello di vivere a 400 km di distanza l’uno dall’altro.
Per questo,i ricordi delle giornate passate insieme sono sempre così belli: proprio perchè non ci si vede mai. E nulla ha potuto scalfire quest’affetto e questa vicinanza, le vite diverse non hanno cancellato nulla:anzi, crescendo, questi affetti si sono raddoppiati, tra i dolori e le gioie.
Ed eccomi qui, nella bella e speciale Torremaggiore, per me la Regina di Puglia, a raccogliere le foto della nonna, le pagelle di mio padre e di mio nonno, le foto di noi cugini, la foto della zia sarta che era bellissima da giovane, ascoltare poi i racconti di mia zia e le sue imitazioni parentali. E il cibo e l’allegria, gli amici di mio padre che tra le lacrime lo ricordano.
Ecco, forse è per questo che ho deciso di fare lo scrittore: perchè la grande famiglia che ho mi ha fatto vedere tante storie belle e brutte, tristi e allegre. E continua a farlo, anche quando devi svuotare una casa perchè sei costretto a venderla.
Il pupazzo-orso mi guarda, fermo sulla sedia, e me lo conferma: “Tu appartieni a questo posto”, sembra dirmi.
E’ sera, e il fresco estivo della Puglia mi penetra nell’animo. Voglio continuare a tornarci qui, e più spesso di prima, perchè anche senza una casa le radici e il tuo cuore rimangono. Magari ci porterò la ragazza che avrò in sorte di amare.
Perchè questo posto si merita questo: vita che continua, nonostante le persone che se ne vanno.
Read more


Ti consiglio un libro: La meccanica del cuore.

La meccanica del cuore è un libro scritto da Mathias Malzieu cantante e scrittore francese. Il libro viene pubblicato nel 2012, in Italia edito Feltrinelli, e diviene subito un bestseller internazionale.

Nella notte più fredda del mondo una giovane donna partorisce, aiutata dalla strana levatrice Madeleine che abita sulla collina più alta di Edimburgo, un bambino con il cuore ghiacciato. Il bimbo, che prenderà il nome di Jack, verrà salvato da Madeleine che applicherà al suo cuore difettoso una protesi particolare: un orologio a cucù. Il cuore, così aggiustato, sarà tanto particolare quanto fragile. Madeleine mette ben in guardia Jack dal provare sentimenti forti, uno in particolare: l’amore. Ma inevitabilmente Jack si innamora, catturato dai bellissimi e profondi occhi di una piccola cantante andalusa. Il sentimento è così forte che niente e nessuno riuscirà a fermarlo dall’inseguire il suo dolce e amato sogno, neanche la distanza che inevitabilmente si metterà tra i due. Ben presto Jack sperimenterà non solo l’amore ma anche l’altra temutissima faccia della medaglia: la gelosia.

Non avrei mai pensato che fosse tanto complicato tenere al proprio fianco la persona che amiamo più di ogni altra cosa.

Sin dalle prime pagine Malzieu riesce a trasportare il lettore in un mondo surreale: l’interno della casa e le stranezze che contiene – come il decrepito gatto con gli occhiali verdi – viene minuziosamente descritto dal piccolo Jack che, anche se ancora in fasce, sarà la voce narrante dell’intera storia.
I protagonisti sono accomunati tutti dal provare un sentimento in particolare, l’amore, che viene raccontato e vissuto in maniera differente. Ad esempio, Madeleine racconta Read more


Una Montagna di pace, il dibattito

Abbazia di Corazzo, comune di Carlopoli, 26 giugno, ore 15:30. Inizia il dibattito tanto atteso di questa nuova montagna di pace, 10 anni dopo l’ultima, intitolato “Perché restare. Nuove prospettive per le aree interne”. Aprono le danze Dario Natale di Scenari Visibili e Domenico D’Agostino di Manifest con un reading con scritti tratti da Cesare Pavese e da Ernesto De Martino. Ma un pensiero va subito a Bruno Arcuri, ex sindaco di Carlopoli e primo organizzatore di questa meravigliosa festa. Bruno era un ragazzo impegnato e solare, tutti gli volevano bene. Purtroppo se n’è andato troppo presto in un tragico incidente, a tutti è rimasto nel cuore. «Per Bruno» esordisce Dario e conclude dicendo «Oggi è la giornata della bellezza e la bellezza non muore mai». Non ci potrebbe essere ricordo migliore. Read more


Voglia di fuggirmi

Mi abbandono sul lastrico di un dubbio mai sopito e m’inquieto con la certezza d’una felicità negata. Sono in preda e in balia di me stessa. Sono scossa da fantasmi persistenti e testardi. Ho voglia di fuggirmi quanto più lontano, senza che mi importi più dove vado. Bramo essere scevra di confronti persi in partenza perché, alla lotta continua, preferisco, adesso… l’astinenza.


Verso la terraferma.

Sento le voci delle anime dei migranti che vengono a piangere tra scale e culi da pulire, tra fragole e pomodori da cogliere.

Mediterraneo, Mediterraneo… naviganti in cerca di fortuna.

Mediterraneo, Mediterraneo… poeti e suonatori in cerca della Luna.

Mediterraneo, Mediterraneo… un popolo che sogna l’occidente.

Mediterraneo, Mediterraneo… la vita in questo mare non contra niente. Read more


Luna di Giugno

Luna di giugno è un’iniziativa ideata da Enzo Ruffolo a Belmonte con l’obbiettivo di creare un momento di convivialità che abbia al centro l’arte, la musica e la poesia. Noi ragazzi di Manifest partecipiamo con Valeria D’Agostino che leggerà il “Monologo del non so” della poetessa contemporanea Mariangela Gualtieri e poi con Aldo Tomaino che esporrà delle fotografie aventi come tema il mare. Read more


I ragazzi di KALT green 2.3 portano in scena “Waiting Room”

I ragazzi di KALT green portano in scena “Waiting Room” esito di fine anno del cantiere laboratorio teatrale ideato e portato avanti da Scenari Visibili dietro le guide di Gianluca Vetromilo, Achille Iera e Dario Natale. Un cantiere che si riconferma, necessario, anche per il prossimo e anno e a cui molti dei ragazzi continueranno a prendere parte.

Spesso quando si pensa al teatro, la prima immagine che compare è un palcoscenico. L’errore consiste nel pensare al teatro come mero strumento di spettacolarizzazione, e così renderlo residuale come idea, come concetto, come essenza, dimenticando l’etica. Sappiamo che il teatro non si esaurisce nell’arte di esibirsi, perché il teatro è tanto altro. E i ragazzi di KALT green nella loro ancora tenera età, hanno dimostrato maturità, perseveranza, disciplina, in un percorso che va a completare un carattere, a modificarlo, a smussarlo, in un percorso educativo e di crescita che va ben oltre l’apparire. Certo, il palcoscenico è importante, come è importante la tecnica, ma ieri pomeriggio quello che più ha colpito di questi ragazzi, senz’altro bravissimi tutti nella loro parte, è stata la lucentezza dei loro occhi, la predisposizione all’ascolto, il loro farsi guidare da quelle guide che, in maniera autentica, non insegnano a salire scale gerarchiche, ma trasmettono la passione e la conoscenza di sé che poi diventa conoscenza dell’altro. Il teatro, dunque, di Scenari Visibili è prova d’attore importante per chi non è solo attore ma persona, essere umano in continua evoluzione. Il teatro che insegna l’armonia.

Read more




  • ©2016 Manifest. Tutti i diritti sono riservati agli autori delle singole opere.
  • Il blog è stato realizzato da Siti Web Torino.