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Se qualcuno mi chiedesse dove sto andando,

io risponderei che non lo so

e che forse non sto nemmeno andando.

Se qualcuno mi chiedesse quali sono i miei desideri,

io risponderei che non lo so

e che vorrei conoscere i miei desideri.

Se uno mi chiedesse qual è il mio ideale?

Io risponderei che se ho ancora un ideale

questo è la bellezza…

«E cos’è la bellezza? »

«Ciò che ci fa intravedere Dio. »

«Allora tu credi in Dio? »

«No, io non credo a Dio, credo se mai alla trascendenza

che è sinonimo di verità… »

«Esiste la verità? »

«Ognuno ha la sua verità… »

«E se un giorno ti chiedessero se per la verità

tu saresti capace di compiere delitti…»

«Risponderei che oggi le verità sono troppo deboli,

per torcere un capello a chicchessia

e che quell’epoca è passata…»

«E se qualcuno ti chiedesse se saresti capace di morire per amore? »

«Gli risponderei che oggi l’amore è troppo volatile

per poterne morire… »

«E sulla vecchiaia e la malattia, che idea ti sei fatto? »

«Penso che siano un gran peccato,

ma in fin dei conti finché ci si può divertire

anch’esse non sono poi così importanti…»

«Allora anche tu ti diverti? »

«E perché, uno che scrive poesie non si diverte secondo te? »

«Non lo so, mi sembri troppo serio…»

«Può darsi, a volte lo sono…»

«E allora perché non cambi? »

«Ci provo ogni giorno…»

«Ma questa non è più è una poesia

ma piuttosto un dialogo tra te e me

(che non so chi sono)…»

«E così sia! »

Di Davide De Grazia

Il poeta non è altro che un canale, un medium per l'infinito, che si annulla per fare posto a forze che gli sono immensamente superiori e, per certi versi, persino estranee. D'altra parte chi sono io di fronte al tutto, ma al contempo, cosa sarebbe il tutto senza di me?

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