Incontri Bestiali. Presentazione del libro di Giuseppe Paolillo

Domenica 17 luglio, Lamezia Terme, parco dei Dossi Comuni. È una giornata di luglio fresca e la cornice sembra essere quella di fine estate quella che stiamo vivendo. La temperatura è insolitamente bassa e più che nel parco delle biodiversità dei Dossi Comuni di Lamezia Terme, sembra di trovarsi in qualche parco silano. Come sempre l’atmosfera è rilassata, parlare di natura allenta i nervi o forse sono le persone qui presenti nella capannella di legno che ispirano tranquillità. Ho sempre notato che coloro che sono costantemente in contatto con la natura sono persone più serene e forse felici, dei moderni Indiana Jones che invece della ricerca dei resti di antiche civiltà, sono alla ricerca di vecchi sentieri o di specie animali, ritenuti scomparsi, o forse solo mai avvistati, monumenti talora intatti ma molto spesso devastati di una male intesa modernità. Read more


Vincere o perdere? Combattere.

​La cosa più importante non è mai stata la vittoria.
Vincere nella vita è come imparare: non si smette mai di imparare, di vincere
E di perdere.
Ho così tante volte perso che ho compreso il vero valore di una vittoria.
Perché la vittoria capita veramente poco troppo poco spesso.
Non so nemmeno io come sia stato possibile
Ma ho avuto il coraggio di guardarmi indietro e guardare fisso begli occhi tutta quella gente.
Tutte quelle persone perse che sembravano potessero restare con te per sempre.
Ma erano là solo per una notte o due.
Chi resta… resta…

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Oggi partirò

Sono le nove del mattino, immobile nel letto, i miei occhi sfuggono la luce del sole, respiro a pieni polmoni, il vento che mi accarezza la pelle. Il mio respiro è mozzato perché oggi ho quell’esame importante.
“Sei già sveglia?” Mi chiede con premura la mia mamma.
“Non ho dormito tutta la notte!”.
“Questo non va bene, non mangi e non dormi. Finalmente oggi ti liberi da questo peso!”
Tanto non lo passo.
Anche se ho l’esame nel pomeriggio prendo il treno prima, così ripeto un altro po’ in biblioteca. Mi vesto alla rinfusa, lavo i denti e il viso in fretta e furia. Prendo il treno delle 10.58, così  mangio un boccone nel mio bar preferito che fa quei cornetti buonissimi.
Zaino in spalla.
Ho preso tutti gli appunti? Sì, tranquilla. Ok vado.
Oddio ho dimenticato il libro! Devo salire di nuovo. Dove sarà? Sono la solita disordinata, quando sono sotto esame questa stanza è un disastro. Ah, eccolo! Uff.. come pesa, ma non mi lamento: questo libro rappresenta la mia vita, i miei sogni, le mie paure, il sudore che sgorgava dalla mia fronte durante questa sessione estiva e le mie lacrime.
Sono le 10.45. Farò tardi, devo correre… Corro, corro, a conquistare il mio esame! Mi sento stranamente forte, posso farcela. Eccolo, ultimo sprint. Corro verso il primo vagone perché è il più tranquillo, così posso ripetere. Salgo, eccomi, ce l’ho fatta. Respiro profondo. Fiuuuuuu.
Mi siedo.-Fino a Corato non apro il libro- Mi dico imbronciata. E mi soffermo a guardare il paesaggio delle campagne pugliesi, prendo l’mp3 e lo punto sulla mia canzone pre-esame. E mi tranquillizzo, mi tranquillizzo, mi tranquillizzo… Crash!

Oggi partirò, non mi aspettate per pranzo perché non torno.
Non piangere mamma, non ho sofferto. Non preoccuparti per la mia assenza, starò bene.
Ciao amore mio, il mio ultimo pensiero l’ho rivolto a te. Non volevo andare via, ma è successo. Questo dolore è così forte da spiegare, non ci sono parole. Per favore, prenditi cura della tua vita. Ti amo.
Figlia mia, gioia mia, avrei voluto accompagnarti in questo lungo percorso, ma purtroppo non potrò farlo. Dovrai essere forte, più forte degli altri bambini della tua età, ma sono certa che ti rialzerai con le tue mani. Sicuramente piangerai, ma ti rialzerai.
Puglia mia, Puglia bella, terra degli ulivi. Perché mi hai fatto questo? Perché ci hai fatto questo? Oggi partirò, ti saluto con un po’ di rancore, il rancore di una tragedia che poteva essere evitata. Il rancore di una tragedia che reclama i suoi responsabili che, una volta trovati, non colmeranno il dolore e le nostre lacrime. Puglia mia, Puglia bella perché sei così indietro? Così bella e così antica. Il mio cuore e quello di molti altri viaggiano, hanno viaggiato e viaggeranno su quel treno.
Oggi partirò, ma tu fammi una promessa: cerca di crescere.
Potevo essere io, potevi essere tu, potevamo essere noi… Puglia mia, Puglia bella, dilaniata dal dolore, cresci.


Ho visto il futuro, e il suo nome è ancora Bruce Springsteen

Casa. Stanchezza. Felicità. Le solite sensazioni che mi dà un concerto di Bruce.
Questo è il quarto, e la fatidica domanda “Ma perchè vai a rivederlo?”, la risposta è sempre la stessa: ogni volta è diversa, ogni santa volta ti trasmette sensazioni uniche, perchè tu ti trovi in una situazione diversa, hai fatto tanti passi per arrivare di nuovo all’incontro con quel vecchio ragazzo.. che ogni volta ti sorprende, e ti lascia senza fiato.
Allora, pronti?
Via, e ti parte con New York city serenade. La mia preferita, la canzone che personalmente ritengo la più bella che abbia mai sentito in vita mia.
Bruce ha la voce sofferta, ma non è mancanza di qualità, no; è come se volesse dirci:”Questo mondo sta andando a rotoli, ma noi dobbiamo lottare, ridere, e andare avanti”. E allora ti guardi intorno, e vedi che 70000 persone, nonostante il terrorismo, la follia e l’orrore, sono qui per ridere, ballare e stare assieme.
La capacità di creare comunità di Bruce non si perde mai, anzi raddoppia ogni volta. Potrebbe sedersi, e fare le cose svogliatamente; ma la sua grandezza sta proprio nel rifiutare questa modalità di approccio tipica di molte vecchie glorie. Sa di contare qualcosa per tante persone, e tutto il concerto lo dimostra.
Ha la visione chiare del passato, Bruce, ma anche del futuro; è sempre lui il futuro del rock, a 66 anni suonati.
Ed ecco, il concerto.
01. NEW YORK CITY SERENADE (with strings)
02. Badlands
03. SUMMERTIME BLUES (sign request)
04. The Ties That Bind
05. Sherry Darling
06. Jackson Cage
07. Two Hearts
08. Independence Day
09. Hungry Heart
10. Out In The Street
11. Boom Boom (sign request)
12. Detroit Medley (request)
13. You Can Look (But You Better Not Touch)
14. Death To My Hometown
15. THE GHOST OF TOM JOAD (solo acoustic – request)
16. The River
17. Point Blank
18. The Promised Land
19. Working On The Highway
20. Darlington County
21. Bobby Jean
22. Tougher Than The Rest
23. Drive All Night
24. Because The Night
25. The Rising
26. Land Of Hope And Dreams
encore
27. Jungleland
28. Born In The U.S.A.
29. Born To Run
30. Ramrod
31. Dancing In The Dark
32. Tenth Avenue Freeze-Out
33. Shout
34. Thunder Road (solo acoustic)

Una meraviglia. Ogni pezzo fatto con un’energia incredibile, tra l’entusiasta e l’addolorato. Ti trascina, e a Tom Joad le lacrime scorrono, perchè sai che quando Bruce fa questo capolavoro, non lo fa mai a caso:ha sempre un significato, esprime la consapevolezza che come Tom Joad lui e noi dobbiamo metterci in cammino, verso un futuro difficile ma non impossibile.
E mentre, sulle note di Tenth Avenue Freeze-out scorrono le immagini dei compianti Clarence Clemons e Danny Federici, e le lacrime non possono fare a meno di scendere, comprendi come i morti siano sempre con noi. Basta ricordare i loro nomi e i loro volti. Bruce ti dà forza anche in questo.
Il concerto finisce, ma sai che non è un addio, perchè, finchè avrà fiato, Bruce sarà sempre lì ad attenderti.
Verso il futuro e una vita verso una difficile ma non impossibile Promised Land.
Grazie Bruce, e a presto.
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Il 12 agosto quarta edizione Eco Faggeta Festival

Al via la quarta edizione dell’Eco Faggeta Festival, il 12 agosto a partire dalle ore 14.00, Faggeta di Serrastretta (CZ)

In attesa del comunicato stampa ufficiale della quarta edizione dell’Eco Faggeta Festival, di Serrastretta, come partner dell’evento segnaliamo qualcosa della giornata mettendo in particolare rilievo “Calabrie” del blogger di “Fame di Sud” di Siena, che scenderà in Calabria per tale occasione con una mostra fotografica sui contrasti della nostra regione, fra industrie abbandonate e boschi…

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“Acqua da tutte le parti” Il 23 a Corazzo Antonello Caporale

Segnaliamo in agenda interessante iniziativa di Rivìentu del 23 luglio all’Abbazia di Santa Maria di Corazzo, Carlopoli, per presentazione libro di Antonello Caporale “Acqua da tutte le parti”

Carlopoli – Si chiama “Acqua da tutte le parti”, edito Ponte alle Grazie, l’ultimo libro di Antonello Caporale – caporedattore de Il fatto quotidiano, che il prossimo 23 luglio alle 18.30 sarà presentato dal gruppo di Rivìentu – coordinamento territoriale del Reventino, presso i ruderi dell’affascinante Abbazia di Santa Maria di Corazzo, a Carlopoli. Dopo l’entusiasmante iniziativa del 26 giugno “Una montagna di pace” i ragazzi di Rivìentu da anni attivi sul territorio e particolarmente sensibili a temi legati alle aree interne, al loro conseguente sviluppo, non intendono fermarsi, perché per loro non esiste vacanza migliore del restare sul binario del ‘dinamismo’ e della ‘rete culturale’ dei quali c’è sempre più bisogno oggi giorno in tutto il paese allargato della Nazione.

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Senza Tempo

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Gelido marmo,

che racchiude le tue ossa

e riflette i Ricordi.

Pallide memorie

di Sorrisi spenti,

esalati

in attimi di Rimorso,

scanditi da sordi battiti.

Pelle consumata che scompare,

divorata da Sabbia che scorre.

Passato,

che tormenta il Presente.

Presente,

che fugge dal Passato,

e sfuma nel Futuro.

Futuro,

che non ti tange,

Tu,

che riposi senza Tempo.



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