Ogni tanto parlo da solo e cerco di darmi dei buoni consigli.

Tutto ciò che non avresti voluto scrivere mai. Poi, un giorno, lo scrivi. Perché la scrittura si riveste dei suoi panni pùi nobili quando ci viene incontro, poriettando su carta quanto di indicibile e indisegnabile ci sia dentro di noi.
Come sto? Mi domando. Come una corda tesa, quasi del tutto spezzata, con quell’ultimo minuscolo filamento che tremola fino all’ultimo attimo. Read more


Inaugurazione del Museo del Terremoto, il 12 luglio a Soriano

Inaugurazione del Museo del Terremoto, fra storia e scienza, domani a Soriano (VV)

Domani martedì 12 luglio alle ore 21.00 sarà presentato al pubblico il Museo del Terremoto, progetto ideato e realizzato per essere allestito nei grandi spazi  ipogei  dell’antico edificio del Convento di San Domenico, a Soriano in provincia di Vibo Valentia, restituiti ora alla fruizione pubblica dopo un lungo restauro.

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E tu piangi?

Ci siamo dimenticati che ognuno ha un’anima, che ogni anima ha bisogno di ascolto. Ci siamo dimenticati che ogni ascolto ha tempi diversi, ma ci siamo dimenticati anche del tempo. Per questo, per esserci dimenticati, patiamo il dolore del mondo, ci dividiamo dall’altro, per dare troppa attenzione all’io egoistico ch’è in noi. Ci siamo dimenticati di ascoltare, di parlare, di accogliere il silenzio, la parola, ci siamo dimenticati dell’amore che c’è dietro questo genere di cose, ma ci siamo dimenticati anche delle cose. Per questo, per esserci troppo dimenticati, patiamo l’indifferenza del mondo, ci perdiamo, e non ci troviamo più. Read more


Ti consiglio un libro: Le intermittenze della morte.

Può la morte decidere di non svolgere più il suo lavoro?

In “Le intermittenze della morte“, in Italia edito Feltrinelli, José Saramago, narratore, poeta, drammaturgo e giornalista, premio Nobel per la letteratura nel 1998, racconta e risponde  questo interrogativo.

In un Paese senza nome è il 31 Dicembre, scocca la mezzanotte e nessuno muore più. Il classico ciclo della vita cessa di esistere: dopo la vita non vi è la morte, ma solo altra vita. L’eternità porta con sé gioia perché sembra aver eliminato una volta per tutte la più grande paura dell’umanità: la morte; ma  anche molti e complicati problemi: chi faceva della morte la sua fonte di reddito, ora come farà?
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Biglietto per la vita

Ora più che mai capisco quanto su questo mondo siamo di passaggio,

siamo anime anonime che salgono e scendono da questo treno chiamato vita,

provvisti di un biglietto di sola andata che puoi fare solo una volta.

Tante volte ci dicono di guardare bene dove vogliamo arrivare,

ma ora sono fermamente convinto non ci sia destinazione,

ma solo la consapevolezza di doversi sedere vicino al finestrino e godersi il viaggio, il paesaggio,

godersi i compagni di questa avventura e scambiare il cuore con quelle poche persone che lo meritano,

essendo consapevoli che siamo solo di passaggio e che non è importante la destinazione, ma il viaggio.

 

Impariamo a cogliere l’attimo, a vivere spassionatamente e con l’incanto negli occhi, perchè non c’è cosa più bella

che guardare a lungo negli occhi delle persone amate senza stancarsi mai di farlo.

 

 


Costa Nostra: un’esperienza esemplare

Ieri a Marina di Curinga era una bellissima giornata di sole. Siamo precisamente in mezzo al Golfo di Sant’Eufemia. Il paesaggio è favoloso, da una parte in lontananza si scorge il gruppo montuoso del Mancuso e del Reventino, dall’altro le propaggini settentrionali delle Serre, il Monte Poro e Capo Vaticano. Fa caldo, e il cielo è limpido, a parte qualche nube in formazione sul mare che non riesce ad offuscare comunque il sole e degli annuvolamenti consueti sui monti. Il vento è debole a regime di brezza. Read more


Esito KALT blue 2.3, l’amore che non pronuncia il suo nome

LAMEZIA TERME – Concluso il secondo esito di KALT cantiere laboratorio teatrale 2.3 del gruppo degli adulti dei blue. È di scena nei locali dell’AISM di Lamezia Terme, a Savutano, Vincent Mascaro, Margherita Gigliotti e Pasquale Truzzolillo, figura storica del teatro di Scenari Visibili. Pasquale, infatti, che lo abbiamo visto sempre lavorare dietro le quinte, (e chi più di noi di Manifest può testimoniarlo?) con lo stesso silenzio e lo stesso rispetto entra di scena insieme a Margherita Gigliotti, incantando ed emozionando. Un lavoro portato avanti nell’arco dell’anno grazie alla guida di Saverio Tavano, ma soprattutto grazie alla perseveranza portata avanti dagli allievi stessi, oserei dire. Un anno in cui è rimasto, e ha concluso nel migliore dei modi, solo chi ha davvero creduto e voluto mettersi in gioco. Una bella prova anche per Vincent Mascaro, persona iperattiva e allegra nella vita di tutti i giorni,per la prima volta sulla scena, che si è magicamente catapultato in un monologo breve ma intenso, e con tanto di impermeabile panna, cappello, borsa da ufficio marrone abbinata alle scarpe, è seduto sul lato destro di una panchina, da solo, e con quella rumorosa solitudine si pone le domande esistenziali che un po’ tutti arrivati alla soglia dei 30 anni ci poniamo. “Forse le donne sono migliori degli uomini” – esclama ripetute volte nel monologo.

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