Cleto Festival VI – L’apertura.

Porta Forgia è la piazzetta-gioiellino di Cleto, raggiungibile dopo un paio di sfiancanti ma soddisfacenti salite. È qui che, circondati da verde e da qualche roccia, ha inizio il dibattito di apertura della sesta edizione del Festival. Qui, inoltre, si terranno gli altri incontri e alcuni spettacoli.

Un videoclip (Autt Production) che ricorda alcuni tra i migliori momenti della scorsa edizione apre la serata. Alfredo Sprovieri (Mmasciata.it) apre immediatamente al tema di quest’anno: I luoghi, quelli che non conoscono prìncipi, ma princìpi. I luoghi da dover riempire.

Giuseppe Longo, sindaco in carica, porta i saluti dell’amministrazione nonché auguri di una buona riuscita per il Festival. “Qui in tre giorni si rinnova una bella favola, Cleto di nuovo vivo, palpitante di belle presenze. Nel nostro borgo medievale c’è tanto da ammirare; questi palazzi sono muti e silenziosi testimoni di tanta sofferenza, tanta emigrazione e distacco che hanno colpito il nostro comune, come molti altri comuni della nostra Calabria”. Ricorda con orgoglio, il sindaco, le radici greche del territorio e, di riflesso, il grande senso d’ospitalità. Ultimo accenno riguardo il bellissimo castello, “nostro fiore all’occhiello, diventato di tutti dal 1990”.

Ivan Arella (Cleto Festival) passa in rassegna quelli che saranno tutti gli eventi che animeranno i tre giorni. Riconosce, Arella, una sempre maggiore partecipazione al Festival durante questi sei anni e ricorda l’importantissimo aiuto di tutti i ragazzi volontari de l’Associazione La Piazza.  “I ragazzi che s’impegnano insieme per un progetto e per un bene comune sono la parte più bella del Festival”. Importanti e concrete le reti create con i media partners: gli Autt Production da Firenze, Radio Barrio da Crotone, la Mmasciata.it e i ragazzi di Manifest da Lamezia Terme.

Gli altri partners: La Guarimba, l’Ex Convento, Felici&Conflenti, Il Filo di Sophia, Teatro della Maruca.

Grande attesa, nella serata finale, per Peppe Voltarelli “dopo anni in cui volevamo portarlo ma senza riuscirci causa date e tournee incompatibili, Voltarelli ci regalerà il suo interessante e acclamato spettacolo su Otello Profazio”.

Parlando delle tematiche: “Abbiamo sempre scelto temi che potevano ampliarsi in vari settori. Il tema di quest’anno, Luoghi, nasce per via di un nuovo progetto iniziato quest’inverno, “Spazi sonori”, col quale abbiamo voluto far conoscere alcuni centri di Cleto e Savuto tramite performance musicali. Luoghi che la cittadinanza non vive più; il nostro intento è stato proprio quello di farli rivivere”. Una forte volontà di riappropriazione degli spazi, quindi, ha mosso i ragazzi de La Piazza quest’anno.

“Ricordiamo che il Cleto Festival è un altro nostro prodotto tipico che prende lo zero per cento di fondi pubblici”. Ringraziamenti, quindi, per tutti gli sponsor che hanno contribuito per la realizzazione.

Giulio Vita (La Guarimba), con il quale da anni ormai c’è una forte collaborazione, prende parola per ricordare l’importanza di creare una “mappa” globale di tutte le nostre realtà e per presentare “Cinecunti”, il progetto che racconterà il nostro territorio. Tre grandi festival (Portogallo, Slovenia e Israele) sono stati invitati a partecipare alla nostra nuova iniziativa: i vincitori dei documentari dei rispettivi festival verranno ospitati per dieci giorni da noi, dove realizzeranno a loro volta un lavoro sul nostro territorio”.

Nadia Lucisano (Fotografa) presenta il suo progetto fotografico “Borghi dimenticati della Calabria”. “La ricerca che ho fatto è stata spinta dal constatare che il nostro è un territorio che oltre all’emigrazione verso l’esterno vive anche un’emigrazione interna. Borghi interi vengono abbandonati e i motivi dell’abbandono sono sempre attuali”. La ricerca dell’abbandono mi ha fatto conoscere delle piccole forme di resistenza che danno fiducia. Questo progetto è all’interno di un pacchetto più grande, con la collaborazione di un giornale calabrese. Ho scoperto che oggi c’è un forte interesse verso il territorio, motivo anche per cui ho continuato per più di un anno e mezzo a fare tantissimi giri. I tempi sono finalmente maturi per poter realizzare delle cose buone. La Calabria ha il più grande numero di borghi abbandonati, con una grande carica di beni artistici, paesaggistici, archeologici, interessanti spunti antropologici. Io ho provato a ricercarli.”

Giulio Polisicchio (Landscapes Calabria) presenta una mostra itinerante che ha già viaggiato in tutta Italia dal titolo “Solitudine e silenzi dal passato”. “Raccontare i borghi abbandonati ma anche singoli monumenti lasciati al degrado che hanno ancora tanto da raccontare. Luoghi e monumenti da rivalorizzare” questi gli obiettivi.

Chiara Mastroianni (Fotografa) presenta invece la sua mostra dal titolo “Doppiamente”. “Presento coppie di fotografie nelle quali lo spettatore è stimolato a cercare la simbologia nell’armonia degli opposti, del doppio.”

Angelo Gallo (Camera 237) presenta il suo gruppo. Un collettivo di sei ragazzi artisti che già da tre giorni hanno posto diverse installazioni nei vicoli del paese. “Abbiamo visitato il borgo prima di decidere cosa fare. Ci siam detti “perché non parlare di qualcosa che c’è in Calabria e non tutti vedono o non tutti vogliono vedere?” parlo di molti meccanismi innescati dalla ‘ndrangheta. Con la nostra installazione, un percorso lungo tutto il paese, parliamo di alcune situazioni che vengono a manifestarsi nella nostra terra. Un filo segnaletico vi guiderà verso le diverse installazioni.

L’incontro proseguirà con la presentazione del documentario di Dante Prato e Laura Danzi I’M NOTHING. L’Europa nel fango di Idomeni.

Domenico Benedetto D'Agostino

Sono nato nei giorni della Merla, ventisette anni fa a Lamezia Terme. Studio ciò che mi appassiona, Storia delle Religioni, Beni Culturali, Arte e Archeologia e, citando Calvino: "Scrivo perché sono insoddisfatto di quel che ho già scritto e vorrei in qualche modo correggerlo, completarlo, proporre un’alternativa".

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