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Guardando il levarsi delle onde gli sembrava che si stessero per aprire per rivelare un segreto, era come l’aprirsi di uno scrigno, o il volgersi di una pagina che rivela finalmente l’attesa fine di una storia.

Ma poi ecco le onde richiudersi e abbattersi sulla spiaggia, con i loro segreti rimasti inviolati, con il loro mistero rimasto irrisolto. Rimase ore a fissare la mareggiata, e ogni volta che notava un’onda più grande delle altre alzarsi, pensava che avrebbe potuto svelare qualcosa di importante, il volto nascosto della realtà. “Nettuno ci parla attraverso le onde” disse l’uomo alla ragazza che gli si era avvicinata. Lui era un uomo sulla quarantina, ma che sembrava più giovane, per l’assenza di rughe e il fisico prestante. Indossava abiti non costosi, ma portati elegantemente e un paio di occhiali neri, lo stesso colore dei capelli, che erano ricci e di media lunghezza. Si era voltato a guardare la ragazza, e la stava scrutando con i suoi occhi castani e lo sguardo profondo e interrogativo. La ragazza avrà avuto sui 25 anni, aveva un fisico lungilineo, capelli castani lunghi e occhi di un blu chiaro e luminoso. Mostrava sul viso vaghi segni di timidezza. Si trovavano su una terrazza panoramica di un bar, lui era seduto a un tavolino e lei era in piedi vicino. Da quella terrazza si godeva una vista stupenda, la scogliera e i paesi più distanti sulla costa e l’immensa distesa d’acqua del mare. “Una mareggiata è uno spettacolo maestoso, è vero. Provoca sensazioni di incanto e timore.” disse lei. “Comunque l’ho avvicinata perché mi ha mandato il signor Mariotti, penso che lei sappia cosa vuole” continuò la ragazza.

“Quindi lei è una esperta d’arte mandata qui per il mio quadro della Venere”, rispose lui.

“Sì maestro, ha capito bene”.

“Sappia sin da subito che non mi è possibile esaudire le sue richieste”.

“Ma perché? Il signor Mariotti sapeva che avremmo incontrato resistenze e mi ha lasciata libera di esaudire qualunque cifra lei avrebbe chiesto. I soldi non sono un problema. Lui desidera quel quadro più di qualsiasi cosa, se ne è innamorato”. Disse la ragazza convinta delle sue risorse, ma con un velo d’ansia nella voce per il pensiero di non riuscire a portare a termine il suo lavoro.

“Non mi è possibile perché ho squarciato quella tela e vi ho dato fuoco”.

La ragazza rimase alcuni secondi in silenzio, con la bocca spalancata, poi disse: “Sta scherzando…”

“Assolutamente no. Quel quadro era di una bellezza insopportabile. Guardarlo mi dava una sensazione straziante. Mi domandavo che senso ha partorire e contemplare tanta bellezza, se non possiamo farne parte? Mi stava portando alla follia, così l’ho distrutto. E non mi sono mai sentito tanto bene come in quel momento. E’ stato come confessare un crimine ed essere assolto.”

“Maestro… ma lei è pazzo… avrebbe guadagnato una fortuna…” rispose la ragazza esitante “E poi come ha scritto Dostevskij sarà la bellezza a salvare il mondo”.

“E’ vero“ rispose il pittore “Anch’io penso che la bellezza salverà il mondo, ma solo se non sarà una bellezza spietata e artificiale, solo se sarà una bellezza che le persone potranno toccare, di cui potranno prendere parte, in cui potranno immergersi, per uscirne essi stessi persone più belle… come quelle onde laggiù”. E detto ciò, l’uomo salì sulla balaustra della terrazza e, incurante delle grida della ragazza, si tuffò saltando tra le onde. Perché le onde si squarciassero come la tela distrutta, perché superassero l’esame che ciò che viene creato dall’uomo non riesce a superare e rivelassero i loro segreti.

Di Vincenzo Costabile

Laureato triennale in psicologia con una tesi su creatività e psicopatologia. Giocatore e istruttore di scacchi. Ho la passione per tutte le espressioni artistiche e soprattutto: poesia, letteratura, cinema, fotografia, teatro e musica. Scrivo poesie, storie, riflessioni e articoli giornalistici, suono la chitarra e fotografo. Mi piace svolgere attività di volontariato e mi interessa la politica. Amo viaggiare, sebbene per me il senso principale del viaggio sia immergersi in una nuova cultura.

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