Il Sogno Maledetto.

Vi è mai capitato di fare un sogno, molto bello,e  dopo, venire svegliati da qualche cosa, e poi incazzarvi di esservi svegliati? Era qualcosa di così bello, intenso, reale.

In questo caso, il mio sogno di oggi, ha voluto scavare nelle più profonde parti di me stesso, a volte capita, no?

La parte dell’inconscio che ignoriamo tutto il giorno, poi capita quella cosa che ci distoglie dalla lucidità, e la coscienza non controlla più… e capita di pensare a cose che in tutto il giorno non vengono in mente.

Eppure maledico questi pensieri, questi sogni, per quanto siano belli, perché il mio conscio fugge con tutte le sue forze da questi ricordi, da questi desideri.

Eppure è proprio grazie a questi sogni che scopro un po’ me stesso, in quelle parti in cui non si può mentire a sé stessi.

 

Cosa ho sognato vi chiederete, forse.

Ebbene siccome mi sono svegliato ero così preso da questo sogno che pensavo di scrivere qui, su questo blog, perché per l’ennesima volta ribadisco che anche loro sono parte di questa storia, ma pensavo anche di essere più esplicito.

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A casa- Prima e dopo il dolore

“Il tavolo è pronto e il cibo è caldo, eppure non ci sei;
la porta è aperta, e la sala risplende a nuovo, ma io non ti vedo;
io mi siedo in silenzio, e aspetto che le ombre della notte calino su di me.
Vorrei vederti ancora, mentre mi sorridi e mi accarezzi,
mentre camminiamo liberi tra i prati, verso una vita senza catene;
Eppure no, non ti vedo, e il mondo si è fatto nero. Read more


Il ciclo pittorico del Santuario dei Santi Cosma e Damiano a Riace

Il Santuario dei Santi Cosma e Damiano a Riace costituisce un esempio della commistione tra accademismo e verismo pittorico, che fu uno degli elementi caratterizzanti la pittura d’arte sacra in Calabria fin dall’età post-unitaria.  Esso, infatti, contiene al suo interno un pregevole ciclo di affreschi e alcuni dipinti su tela, raffiguranti il martirio e la vita dei due santi e fu realizzato nel secondo decennio del XX secolo da Carmelo Zimatore e Diego Grillo (figg. 1-2). Il lungo sodalizio tra i due pittori, originari di Pizzo Calabro e legati anche da rapporti di parentela, iniziò intorno al 1875.

 

Fig. 2 interno della Chiesa dei SS, Cosma e Damiano
Fig. 2 interno della Chiesa dei SS, Cosma e Damiano

La loro  collaborazione artistica diede vita a uno stile peculiare facilmente riconoscibile per la vivacità di tratto  e per la presenza sia di elementi della tradizione accademica che della pittura verista[1]. In effetti Zimatore e il nipote Diego si erano formati all’interno di due contesti diversi: il primo studiò a Firenze dove s’interessò alla ritrattistica, entrando in contatto con il purismo di Luigi Mussini e la corrente dei Macchiaioli. Grillo, invece, conobbe gli esponenti di spicco della pittura verista napoletana e soprattutto le innovazioni introdotte da Domenico Morelli[2]. Tuttavia i due pittori di Pizzo, nonostante queste aperture verso nuovi stili compositivi, conservarono un legame con la  tradizione della scuola monteleonese[3] nella trattazione di temi sacri. Read more


Ti consiglio un libro: Lettera a un bambino mai nato.

Nel momento in cui ho letto l’ultima parola di questo libro, mi son sentita destabilizzata. La sensazione che mi stringe come una morsa la bocca dello stomaco, velocemente è salita su fino agli occhi riempiendoli di lacrime.

“Lettera a un bambino mai nato” è un libro scritto nel 1975  da Oriana Fallaci ,scrittrice, giornalista e attivista italiana, edito Rizzoli.
Il libro racchiude tematiche da sempre difficili e complesse da gestire: l’aborto, l’amore e la famiglia. É un’epistola che ha il ritmo di un monologo drammatico: a parlare è una donna senza volto, senza nome, senza età. Una donna che scopre di essere incinta e parla con il suo bambino, gli racconta il crudele mondo e l’amara vita. É una donna misteriosa e dura che, tuttavia, si rivelerà essere una madre Read more



“Non mi uccise la morte…” #iostoconstefano

Stefano Cucchi, un ragazzo che era come altri. Soffriva di epilessia, eh beh, evidentemente era in possesso di sostanze stupefacenti.

C’è da chiedersi se un tale vizio, reato, forse un modo di essere ribelli, forse un modo per tirare a campare perché non aveva altra scelta, forse un modo per sfuggire alla mancanza di denaro… “di qualcosa si deve pur vivere”.

 

è un reato secondo la legge italiana, un reato che sarebbe perfettamente evitabile.

Legalizzare le sostanze (almeno quelle più leggere) sarebbe un grande contrasto contro la mafia. Secondo me tutto dovrebbe essere come in Olanda.

Ma sto divagando, o forse no, perché mi posso arrabbiare di fronte a questi problemi, che avvelenano la nostra società…e invece referendum UN SOLO cambiamento… Uno specchietto per le allodole, probabilmente?

E invece dobbiamo temere loro, quelli che dovrebbero proteggerci, tutelarci.

In america sento i poliziotti che uccidono i neri, solo perché DI PELLE SCURA.

Altro che leghisti e Salvini, è qualcosa di molto peggio, perché gli afroamericani furono PORTATI come SCHIAVI nel paese americano, e ora i loro discendenti vengono uccisi… Come dire “Non ci servite più ormai, crepate, bestie disobbedienti”.

Certo “non sono tutti così”, e via discorrendo, le solite cose che sembrano scontate ma non lo sono.

Ho visto il video di quel ragazzo sempre nero, con la maglietta “freehugs” che abbracciava i poliziotti, e altri con il suo stesso colore della pelle lo criticavano. Io invece vedevo solo una persona eroica, uno che fa uno sforzo, un grande.

Un piccolo grande eroe, che con un gesto bellissimo, ci dimostra COSA si può fare.

 

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A cosa pensano i giovani oggi? A non avere più tempo.

Di cosa siamo fatti? Di pelle, aria, sentimento? Di ferro? Calcoli, schemi, ordini mentali? Qualche sera fa, mi trovavo a passeggiare durante uno dei soliti sabati e come di routine il corso era abbastanza pieno. Da noi, ma forse un po’ dappertutto è così, vige un po’ il sabato ‘fascista’, dico così perché mi fa meglio pensare a qualcosa di assegnato, comandato, di forzato, insomma, a cui tutti noi ci sottoponiamo, ed è l’uscita del sabato sera, per l’appunto. Un momento in cui ti trovi lì a passeggiare, o a bere qualcosa in uno dei soliti pub del momento, immersa tra la folla, e tu non vedi e non senti altro che ‘folla’, caos, ma quel caos fine a se stesso, e che dopo 10 minuti ti annoia da morire, perché crea una certa distanza col mondo. Cioè, tu stai lì nel mondo, col mondo, eppure sei fuori dal mondo, e paradossalmente ti senti sola, e inizi a sentire l’esigenza di andartene via, di andare a casa, stenderti sul tuo lettino e leggere un bel libro.

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