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Andavo

andavo per labirinti,

di città

città sommerse,

sommerse come un sogno,

un sogno dark…

Non capivo,

non capivo più bene,

sembrava spingersi tutto

al di là di ogni bene…

E il mondo senza espressione,

del tutto privo

di qualsiasi immaginazione:

l’erba, i campi,

le basi e i profumi,

tutti racchiusi

dai nervi

delle mie radici…

Chiusi,

non più rivelati,

dispersi da mesi…

Ma tu aspira,

aspira al niente

e ricorda,

ricordati bene,

tutto ciò che ha un senso

è al di là del piacere…

Di Davide De Grazia

Il poeta non è altro che un canale, un medium per l'infinito, che si annulla per fare posto a forze che gli sono immensamente superiori e, per certi versi, persino estranee. D'altra parte chi sono io di fronte al tutto, ma al contempo, cosa sarebbe il tutto senza di me?

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