La legge del più forte

Al telegiornale parlano di bullismo.
Di nuovo.
Si guardano le immagini girate con la sfocatura, si ascolta la voce del giornalista che parla in maniera impostata e tutto appare lontano.
Sembra quasi un racconto di un sogno più agitato del solito, uno di quei sogni che turbano appena svegli ma che alla fine restano semplicemente un brutto sogno.
Questa lontananza rende ciechi, freddi ed ignari di una realtà che è più vicina di quanto si possa immaginare, una realtà che si svolge sotto gli occhi ma nessuno ha il coraggio di vedere o di parlare.

È tutta una montatura, un’esagerazione, sono solo ragazzate che possono capitare, un litigio qualunque…
E con questa convinzione si gira la faccia ignorando quel ragazzo con gli occhi gonfi di lacrime e di botte, con le cuffie nelle orecchie e che resta in disparte mentre qualche metro più in là un gruppetto urla insulti “goliardici”.

È  tutto concesso perché sono solo scherzi tra ragazzi, un modo per marcare il territorio, un gioco che fa crescere e rende più forti. Ed è questa la scusa che utilizzano i genitori dei propri amati figli che mai avrebbero fatto una cattiveria del genere per davvero.
A causa di questi giochi violenti vengono rovinate le vite di persone innocenti: spesso bambini che perdono la gioia dell’infanzia, altre volte di adolescenti che non diventeranno mai adulti arrendendosi alla disperazione di una solitudine sempre più opprimente.

Forse bisognerebbe smettere di scusare i bulli dicendo che sono solo ragazzi e imparare a educarli come futuri adulti. Forse bisognerebbe ricordarsi sempre che la vita non è “un gioco da ragazzi.”

Giuly Moon Vismara

La Luna è la migliore compagnia dei poeti senza sonno ed io, Moon, lascio la mia impronta abbracciando la notte e dipingendola di parole.

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