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Siamo caduti così

tante volte che

l’equilibrio sembra un

miracolo, teso fra il

cielo e i palazzi, come

la corda di un funambolo

cieco. Un giorno – un

pomeriggio forse,

sapremo come

afferrarlo, lo mangeremo

in tanti piccoli

bocconi, come aspettando

un tramonto

sulla spiaggia.

Arriverà, tra una risata e

un sorso di vino, al

baricentro esatto

dell’anima.

Solo allora

sapremo danzare.

Di Daniela Costanzo

Archeologa. Bibliofila. Abibliofoba. Lettrice vorace, scrive fin da quando è in grado di farlo, ma declina puntualmente la responsabilità di spiegare i contenuti, con l'elegante pretesto che "la penna ne sa di più di chi scrive".

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