Canto del tempo che è stato

La nostra voce non è

come noi la udiamo.

Di notte anche un viso

ordinario diventa una chimera.


 

Come onde contro il nulla

sono questi giorni,

d’insostenibile silenzio e

nostalgia di ricordi trafugati.

Occhi rotondi e lunghi capelli,

il vento sul prato, sorriso che

mi trafigge gli occhi.

Non vedo bellezza.

Non trovo risposta.

 

Parole negate cercate rinnegate

scritte disperse bruciate.

(Da soli si combatte quel che è stato e non è stato)

 

Maledetta vicinanza che ti ha fatto allontanare!

Benedetta vicinanza che ti ha fatto indietreggiare!

 

 

Daniela Costanzo

Archeologa. Bibliofila. Abibliofoba. Lettrice vorace, scrive fin da quando è in grado di farlo, ma declina puntualmente la responsabilità di spiegare i contenuti, con l'elegante pretesto che "la penna ne sa di più di chi scrive".

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