Infilo la testa sott’acqua per contare gli attimi che mi separano dal prossimo respiro

Son troppo lunghi questi miei labirinti mentali in cui vago e mi perdo, annusando angoli e vie d’uscita, nascosti ed offuscati dalla fitta nebbia dei pensieri miei.

Incessanti i miei passi stanchi trascinano il mio corpo per queste vie deserte, a stento illuminante da pochi raggi di pallidi soli. Non so cosa ci faccio qui, e soprattutto non so come ci sia finito, ma neanche quando e perché.

Gli odori e i sapori assomigliano a qualcosa, qualcuno, ad echi e suoni di posti lontani, a luci e paesaggi già visti e ammirati.

La vita, si sa, prende quello che vuole, non chiede permesso, non chiede scusa a stento saluta, ti sorride beffarda e appena si volta ti copre di insulti.

Un lungo brivido percorre  la schiena, fino alle ginocchia, fino ai piedi. Un nuovo sapore confonde i miei sensi, mani ricoperte di tagli e cicatrici coprono il mio visto stanco alla fine di questa lunga giornata in cui tutti guardano e parlano, ma nessuno osserva ed ascolta.

Tu, io, noi, tutti insieme passeggiamo su una lunga linea retta, tratteggiata, con ampi spazi vuoti, che solo correndo puoi sperare di saltare senza farti troppo male, aggrappandoti a qualunque appiglio, una sporgenza, ad un tratto di linea più lungo di un altro.

E’ come perdere e perdersi, sciogliere fili sottili, infilare la testa sott’acqua e contare gli attimi che ti separano dal prossimo respiro e, come un treno senza forma, in corsa in un tunnel, riscopri la bellezza di una nuova luce, un nuovo tramonto silenzioso e lontano, un vecchio mare in cui tuffarsi e volare.

Di questa vita ne senti spesso l’odore, ne vedi forma e colori, e come un bambino che attende impaziente, sbatti i tuoi pugni e dai calci sui muri sperando, in fondo, di farti un po’ male.

E così ti risvegli, ad un nuovo mattino saluti, inchini la testa e alzi le braccia. A mani giunte preghi che il sole conduca ad un nuovo cammino, in cui battiti e fiati si alternino senza stancarsi e curioso affidi il tuo sguardo a nuovi orizzonti, in cerca di un sogno che già conosci, di un viso che ha forme e misure precise, di occhi che squarciano l’anima di nuovi pensieri e nuovi colori.

Asciughi le lacrime e fai un passo avanti, il sacco alle spalle è già pieno da un po’, ma lo ignori e cammini lo stesso, il suo peso ci rende più forti e questo lo so, lo sai, lo sanno un po’ tutti.

Giorgio Curcio

Sono i ricordi e gli amori che non ho mai avuto, le risate e le bugie, gli schiaffi presi e quelli non dati, ma anche i sorrisi e gli sguardi rivolti nel vuoto delle anime che mi circondano e spesso ne scrivo anche. Giornalista di professione, utilizzo i miei occhi e i miei sensi per trovare un filo che unisce le migliaia di distrazioni che mi circondano e che mi confondono.

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