Smarrita…

La testa appoggiata al cuscino.
Gli occhi guizzano veloci nel buio.
Il respiro rallenta, i muscoli rilassati.
Senti il rumore del tempo che scivola, lento e delicato
Come la sottoveste della più dolce delle amanti.

I pensieri accumulati durante il giorno finalmente
Si districano dalla loro informe matassa e,
Inaspettatamente,
Prendono vita.

Parole non dette,
Fantasie distorte,
Ricordi passati infusi
Delle più dolci speranze.
La realtà si mescola al sogno
In una sequenza febbricitante di colori e suoni che
Nessuno là fuori può sentire e vedere.

Tra queste mille e migliaia di biglie che ruzzolano
Una si scontra più rumorosamente di altre,
Si lascia osservare, assaporare,
Si cela per poi tornare
Civettuola.
Tra tutte quante le fantasie solo
Quella è l’unica sublime.

Lei ti fa scorrere l’energia sulla punta delle dita,
Tra le ciglia e nelle orecchie,
Ti consuma e ti divora beandosi di averti rapito i sogni,
Ti lascia sprofondare nel nero delle tenebre sussurrando languida.

 

Un raggio di luce buca le tende,
giallognolo e mattiniero,
Di Lei non vi è più traccia,
Non ha lasciato neppure il profumo
Ma è rimasto soltanto un groviglio di lenzuola.

È scivolata via come una sgualdrina
Ma te lo senti addosso che quella
Era la poesia più bella del mondo.

L’idea perfetta
oramai perduta.

Giuly Moon Vismara

La Luna è la migliore compagnia dei poeti senza sonno ed io, Moon, lascio la mia impronta abbracciando la notte e dipingendola di parole.

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