L’istinto della violenza. –

Quando ero ragazzino credevo che il bullismo fosse soprattutto fisico, da parte di quei ragazzi che alzavano le mani per ogni cazzata, ad ogni persona che li guardava per sbaglio, un abuso di potere, una necessità per fare i maschi dominanti.

E ti dicono, ti fanno sapere, che quelli sono figli di capi, dai per scontato che sia solo “l’eredità”, il desiderio del controllo totale sugli altri,  di farti capire e sapere ogni giorno che a comandare sono “loro”.

Questa sembra essere la causa principale di queste violenze.

Ecco, io sono cresciuto in un periodo di “terrore”. Quando uscivo da ragazzino tutti temevano, tutti avevano la perenne paura di essere trovati e picchiati.

Era un piccolo terrorismo, sapevi che dovevi stare attento, del resto in quel periodo ricordo bombe, omicidi, violenza ovunque. Una città in ginocchio, una città che molti hanno dimenticato, o hanno voluto dimenticare. Una città piena di violenza, terrore e sangue.

Non so in quanti sappiano quello di cui parlo.  Da quando io ricordi ,è stato il periodo peggiore della mia terra, sporca di lacrime e sangue.

Ricordo che comunque noi riuscivamo a stare per fatti nostri, era il periodo di popolazione delle ‘palme’, l’isola pedonale era stata aperta da poco, e poco tempo dopo aprì il banshee. Ricordo che da bambino queste cose non c’erano. Mi dissero tempo dopo dei trentenni (avevo 18 anni) che prima piazza d’armi era popolata. Infatti piazza d’armi (attuale piazza Mazzini) è enorme, da non credere che oggi sia così vuota, se non fosse per gli autobus.

Ma qualcuno era stato ucciso.  Era finita la festa.

Quindi mi sono reso conto che il mondo faceva schifo, e in modo particolare, – ahimè – la città in cui crescevo.

Anche nei giorni più felici o tranquilli, qualcuno ti ricorda, A CAZZO DURO, che il mondo è una merda, e sarà felice di questo.

Come può crescere un ragazzo in questa realtà? Ad abituarsi a vedere la violenza, la polizia, le risse, i coltelli?

Traumatizzato? Dovrei essere traumatizzato? Ormai però mi ero abituato… abituato a vedere questa realtà con tutta la sua violenza e subirla.
ho un ricordo impresso: quando in piazza una volta usarono bottiglie per lacerarsi, solo che coinvolsero anche altri, una ragazza era dovuta finire in ospedale per schegge di vetro che le erano entrate nella gamba, un’altra volta avevano tirato fuori i coltelli solo per ferire un poveraccio che era ubriaco o non so.

Ho visto la violenza sempre lì, da ragazzino ero lì, sempre.
Testimone di numerosi crimini, sempre sfuggito ad essi per la paura. Perché la paura è la cosa che predomina il criminale, la sua arma più potente.
Dal mio canto sono sempre riuscito a sfuggire dalle violenze nei miei confronti: è successo più con persone che credevo fossero amiche che con veri e propri criminali, provenienti da situazioni disagiate, dalle popolari, da quartieri brutti.

In un certo modo, quando incontravo (e ancora incontro, in maniera bizzarra, devo ammetterlo. Non riesco a capire queste persone che mi rompono i coglioni e non sembrano neanche tamarri, boh.) Con certi soggetti, me la cavavo con l’assecondare, o con l’andarmene via il più presto possibile, o abbassando lo sguardo, per il terrore proprio.
Ma l’ho subito anche io, un giorno a scuola è capitato che uno mi ha attaccato con la catena della moto. Mai fui difeso, senza violenze però, bastarono le parole.
Qualche tempo dopo la stessa persona si presentò, era diventato tranquillo e si sentiva in colpa. Come se un qualche miracolo lo avesse colpito, o non so cos’altro. Mi stupii di tale evento.

Sì, non sono stato immune, da ragazzino delle medie era peggio.
Non ero immune, ero spesso attaccato, meno di altri, ho pensato di essere una persona fortunata, ad avere gli amici giusti, ad essere abbastanza furbo o intelligente da poter ingannare i miei attaccanti (quasi sempre) da poter almeno evitare la violenza. Sì, sacrificando la mia dignità, Ma l’istinto di protezione ha sempre avuto la meglio.

Oggi non è più come prima, quella violenza predominante non la vedo più. Sono passati 10 anni e più.

Metà di una vita.

Ma resta un dubbio:

Il bullismo cos’è? Non è solo dunque, un abuso di potere, una violenza gratuita, un istinto selvaggio di violenza, da parte di persone che … Che se le analizzo stanno peggio. Hanno subito traumi peggiori, nella maggior parte dei casi. Hanno situazioni familiari orrende, e fanno gli animali per sfogo.
E quindi… Cominciano a fare pena.

Oggi mi guardo intorno, mi rendo conto che anche le persone che sono state bullizzate, possono essere a modo loro bulli. Il bullismo è verbale, più che altro, ormai si è spostato anche sul web, e non solo.
Chiunque si trovi a scrivere non teme di essere menato, sicuramente. La cosa fa ancora più pena, più che altro non è “troll” quello è diverso. Chi bullizza sul web sono solo… Degli idioti che semplicemente fanno discorsi che sembrano chissà chi, ma in realtà so merde.
il troll, quello che lo prende nella maniera giusta credo sia un’altra cosa. Ma sto divagando ormai.

Quello che intendo è che una persona cresciuta in mezzo ai bulli, può, (se è sfuggita agli insegnamenti degli schiaffi) diventare presuntuosa anch’essa e diventare un “bullo”, volendo.

Chiunque abusi il potere o esageri, o che non sia tollerante io la vedo come un bullo ignorante, non c’è altro da fare, signore e signori. Chi non dà neanche la libertà di parole e si incazza ed indigna e dà la tua opinione come la più grande cazzata, anche se hai ragione, mi dispiace, ma ANCHE quello è bullismo. E forse è l’unico rimasto.
Mi chiedo cos’era meglio. Forse aveva più senso che i criminali dei quartieri malfamati facessero i bulli, che persone normali che devono “dimostrare” di essere migliori di te.
Chiudo questo pippone con un esempio. Chattavo con una persona che mi diceva di avere un problema, un altro scrive, “si vanta” di aver avuto anche lui drammi e diceva che un’altra che aveva drammi non aveva “il diritto” di lamentarsi.
Questa nuova moda di vittimismo e di chi fa gara ad avere i problemi più grossi, amici miei, non riesco a comprenderla.
So solo che tutto ciò mi fa:

SCHIFO.

E come al solito ogni parola del genere verrà da molti ignorata, e continueranno a vivere la loro vita senza che cambi un emerito cazzo. E allora …
Vaffanculo.

Perché se ora molta gente sta per i cazzi propri dovrebbe domandarsi grazie a quali motivi ora si sta tranquilli. Perché gente come me, come noi perseguitati ce la prendiamo sempre nel culo al posto loro.

  • Paolo Pileggi

Paolo

nato nell'ultimo degli anni 80, nella città propensa verso lo studio di ogni pregio e difetto delle persone, eccomi qui. Appassionato di romanzi, specie quelli di avventura, cresciuto con Salgari e altri romanzi di avventure del mare, ho iniziato da lì, ad appassionarmi al mondo dell'avventura. Anche se dovrebeb essere il mio genere "prediletto" insieme al fantasy, non amo dare etichette, come dicono amici che dicono che ascolto rap. è vero, ascolto molto spesso quella musica, ma ho anche periodi in cui mi ipnotizzo o coi foo fighters o con gli u2, per dire. Amante della natura, del silenzio, dell'amore (quello vero), delle donne, dell'amicizia, dei videogiochi e delle serie tv. La mia cultura non si ferma al libro e alla musica, si amplia nella conoscenza degli altri e dell'altro.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.