No al bullismo: “Non nasconderti”

Quando ripenso agli anni in cui sono stata vittima di bullismo, vedo i ricordi pieni di oscurità, come se fossero degli incubi notturni. Ricordo bene la sensazione di solitudine, di sconforto e di inadeguatezza, che mi perseguitavano tanto quanto i miei bulli. Ho vissuto, tutti i giorni, per cinque anni episodi pieni di cattiverie, di insulti sputati gratuitamente, di spintoni, di emarginazione…
Spesso avrei voluto piangere, urlare, essere ascoltata, consolata e protetta, ma mi ritrovavo davanti tanti muri e poche porte aperte; spesso ho sperato di andare a letto la sera e non svegliarmi più la mattina seguente, per non vedere più tutta quella malvagità senza senso.

Mi sembrava di essere in un mondo pieno di nemici da affrontare, uno più forte dell’altro: ogni volta che cercavo conforto in qualcuno mi sentivo presa in giro ulteriormente, schernita ed allontanata.
Ho vissuto nel silenzio per tutto il tempo perché non c’era nessuno davvero disposto ad ascoltarmi: nessun vero amico, perché chiunque si vergognava a farsi vedere accanto a me; nessun insegnante poiché non era un loro problema; nessuno che mi credesse perché sembrava essere tutto frutto della mia immaginazione. In questo modo mi sono aggrappata a due cose che mi hanno permesso di esprimere me stessa, senza paure e senza pregiudizi: la prima è la scrittura, un mondo fatto di carta ed inchiostro dove potevo mettere a nudo i miei pensieri; la seconda è il teatro: il mondo fatto di maschere in cui, paradossalmente, riuscivo a mostrare chi ci fosse dietro quella ragazzina “brutta e sfigata”.

Ed è così che ho capito come si esce dal tunnel buio e apparentemente senza fine: essendo sé stessi, non avendo paura dei propri difetti fisici o caratteriali ed imparando a mettere in mostra le proprie qualità migliori, i propri pregi. La bellezza fisica e le tendenze sono solo di passaggio, in continuo mutamento; il proprio benessere, le proprie ambizioni, i propri sogni sono ciò che invece ci accompagneranno per sempre.

Giuly Moon Vismara

La Luna è la migliore compagnia dei poeti senza sonno ed io, Moon, lascio la mia impronta abbracciando la notte e dipingendola di parole.

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