Sussurri da… “La meccanica del cuore” || Recensione

Era il 1874 quando, nella notte più fredda del mondo, viene alla luce Jack, un pupo partorito da una prostituta.
Era bella Edimburgo quella notte, quasi congelata sotto il freddo imperioso che ghiacciava persino gli animi. Così, Madeleine, la famosissima strega/levatrice che viveva in cima alla più alta collina della città, fa nascere il bambino e, con preoccupante stupore, appura che il neonato è venuto al mondo portando con sé una malformazione al cuoricino. Colpa del freddo, glielo ha gelato.
Madeleine, alla quale era riconosciuta anche la qualità di dottore (e chirurgo, in questo caso), decide di sottrarre il bimbo a morte certa applicandogli una protesi che avrebbe facilitato le sue pulsazioni cardiache: un orologio a cucù (con tanto di lancette ed uccellino).
Per quanto ingegnoso questo meccanismo possa essere, si mostrerà estremamente fragile, così tanto che anche le più piccole emozioni l’avrebbero mandato in frantumi, frenando così il meccanismo che riesce a far battere il cuore di Jack.
Madeleine crescerà il bambino come una madre, avendo cura di non fargli provare sensazioni infiammanti. Ma l’amore è cosa troppo grande che sfugge al nostro volere, ed anche a quello di Jack.

Uno, non toccare le lancette.
Due, domina la rabbia.
Tre, non innamorarti, mai e poi mai.
Altrimenti, nell’orologio del tuo cuore, la grande lancetta
delle ore ti trafiggerà per sempre la pelle,
le tue ossa si frantumeranno,
e la meccanica del cuore andrà di nuovo in pezzi.

La meccanica del cuore, scritto da Mathias Malzieu, è crema di fragole farcita di baci tradotta in pagine di carta. Il libro profuma di more di gelso e balla al chiaro di luna. Non potrei descrivere nulla di ciò che ho letto se non utilizzando dati sensoriali. La bellezza di questa storia risiede nei sensi: nel sapore dei baci, nel profumo dei ciliegi in fiore e nel tepore di un caldo letto. Ogni volta che i vostri occhi sfiorano quelle catene fatte di parole, petali di rosa cadono nelle vostre mani. Quasi senza accorgervene sarete immersi in un mondo piccolo e delicato, starete in silenzio, giù tra le coperte, per non disturbare la fragilità di un mondo fatto di panna.
Jack non dovrebbe innamorarsi, Jack ha un cuore troppo sensibile. Ma lui sfida la vita, si beffa di lei nel più limpido dei modi: perdendo la testa per la piccola cantante. Quasi a dire “meglio morto che senza sentimenti; meglio vivere un solo giorno che cento senza sfiorare mai delle labbra di biscotto”. Jack è tutti noi, cuori infranti che dondolano in una vita fatta di incubi, che si spezzano per un no schiantato in faccia e rinascono, sotto lo stesso identico cielo, all’ombra di un nuovo cuore.
Questa piccola fiaba, elaborata con uno stile di scrittura tra i più particolari che abbia mai letto, è la metafora dell’amore più bella racchiusa tra le pagine di un libro. Mathias Malzieu gioca con i sentimenti in modo limpido e dormiente, non c’è caos, ma voglia di cambiare; non ci sono scorribande ma avventura, gioia e dolore si mescolano creando un piccolo mondo di vetro, fragile e meraviglioso, come il cuore del nostro protagonista.

Un giorno o l’altro, tutto il piacere e la gioia che l’amore può suscitare si pagano con la sofferenza. E più si ama intensamente e più il dolore sarà moltiplicato. Sperimenterai l’assenza, poi i tormenti della gelosia, dell’incomprensione, infine la sensazione del rifiuto e dell’ingiustizia. Avrai freddo fino nelle ossa e il sangue formerà dei ghiaccioli che sentirai passare sotto la pelle. La meccanica del tuo cuore esploderà. Ti ho impiantato io questo orologio, conosco perfettamente i limiti del suo funzionamento. Può darsi che resista all’intensità del piacere, e sarebbe già molto. Ma non è abbastanza robusto da sopportare le pene d’amore.

La meccanica del cuore è capitato nella mia vita per caso, e così, per caso, ha saputo regalarmi attimi di grande commozione e di dolcezza. Se dovessi descrivere questo libro con un solo vocabolo sarebbe “dolce”.
Non abbiate in mente lo zucchero, né le fette biscottate con marmellata, pensate, invece, a quando vedete il volto della persona che amate, dopo tanto tempo, in lontananza, in una strada sterrata, al tramonto.

Tutto questo è La meccanica del cuore, bisbigli da custodire teneramente sotto il cuscino.

Tic-Tac bu-um, Tic-Tac bu-um…

                                                                                                                                                                                           

                                                                                                                                                                                             Franz

Franz Tropea

Nata in una pozza d'acqua scura, intrisa di colori scintillanti. Poco poco viva, poco poco morta; in perpetua oscillazione tra una vana porta, logora e spoglia, e l'Isola-che-non-c'è.

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