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<<Non fatevi ingannare da autocelebrazione, la scuola ritorni ad insegnare ai giovani ad esser persone e non leader>>

 

La scuola non funzionava bene ieri e continua a non funzionare altrettanto bene oggi. Non c’è alcuna differenza nella sostanza, nei contenuti, negli insegnamenti didattici, educativi e pedagogici che ogni insegnante dovrebbe trasmettere ai propri alunni e che invece butta nel cestino; fra i banchi e la cattedra vige ancora oggi il totale menefreghismo, uno spazio in cui non intercorre comunicazione alcuna. Qui, l’attenzione verso l’apprendimento, verso la formazione, continua ad essere carente. Quello che si aggiunge in più oggi, nella scuola, ma non crea certo un punto a suo favore, è il numero di ore ‘innovative’, che rubano il posto, prendono il tempo necessario per la matematica, l’italiano, per la storia, la geografia, il greco e il latino, per le lingue, l’informatica e tanto altro. Forse un tempo c’era almeno più disciplina.

[quote]Questo avviene perché se da un lato il ministero detta regole incostituzionali, mette la classe dei docenti al di sotto di ogni principio di libertà d’insegnamento, diminuendo loro ogni diritto, dall’altro lato , di contro o di riflesso a tutto questo, gruppi di professori e di professoresse nelle loro sedi acquisiscono autonomia interna, dirigono la scuola, i collaboratori, scrivono e vincono progetti europei per soddisfare le loro tasche già troppo piene.[/quote]

Ne deriva che, in tale disastro, ad averne decisamente il peggio sono gli studenti. Sono le nuove generazioni, donne e uomini del futuro, che non hanno alcun tipo di predisposizione, approccio allo studio, e che il più delle volte sono costretti a seguire corsi che non hanno mai scelto, ad iniziare e finire progetti di cui non hanno interesse, e in alcuni casi seppure il loro sforzo o la loro curiosità si mantengono allenati, restano schiacciati dalle piccole lobby, dalle logiche clientelari dei favori fra colleghi, ne restano altamente delusi e non ne ricavano alcun beneficio poiché di presentazioni di libri decise a banchetto, e di seminari o lezioni frontali non resta loro niente. Per non parlare della morale cattolica che viene inculcata e fatta oggetto di studio con tanto di preti che entrano in aula dall’esterno dietro progetti e iniziative ad hoc, con calendari che ricoprono tutto l’arco dell’anno; delle donne che parlano ad altre donne in termini di ‘leader’, dimenticando valori quali la solidarietà umana, la dolcezza, la reciprocità e l’ascolto fra donne portando avanti con prepotenza solo competizione e arrivismo.

Oggi, la scuola italiana a differenza di ieri non solo dimentica di insegnare a scrivere e a leggere, ma induce anche gli adolescenti a diventar grandi all’improvviso, nonostante le insicurezze in aumento, nascoste o represse, induce a considerare la scuola un contenitore, il più delle volte vuoto, pieno di finto buonismo, di retorica. Sarebbe davvero utile, oggi più che mai, una bella confezione di rotoli di carta igienica da regalare a un bel gruppo nutrito di docenti e augurar loro il miglior sfogo di secrezioni possibile, senza alcuno sforzo, in modo tale da sentirsi più libere, appagate. C’è da dire però, che finché gli studenti continueranno ad essere studenti passivi e a giocare le carte con slealtà, inerzia, sottomissione, e invece di pensare a creare un carattere si spersonalizzano seguendo canoni e dogmi assai lontani dalla loro portata, la scuola continuerà ad essere un carcere dal quale una volta usciti non c’è rieducazione possibile. Rischierebbero, tali studenti, di ritrovarsi loro con tanti rotoli di carta igienica e ad essere stitici. Terribilmente stitici.

Di Valeria D'Agostino

Giornalista pubblicista

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