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Ho sentito di storie passate che oggi ritornano.

Ho visto passi tornare con la luce di una vecchia lanterna. Ritornano anche rumori, lontani, tra colline verdi e foglie poco ingiallite e uva fragola. Ho visto l’azzurro del mare e il viola che al centro mi si intrica nei pensieri più intimi e freddi e paurosi dell’anima. Ho accarezzato petali di una rosa, ch’era rosa, invecchiata dalla pioggia in un giardino familiare e ben custodito.

Ho sentito voci parlarmi, occhi aperti, occhi chiusi, occhi . Ho assunto posizioni di corpi adagiati sulla terra. Ho visto la terra bagnata, disidratata, la terra, come la pelle, ho visto mutarla. E ho visto mia nonna.

Pomodori verdi, rossi, tondi, ovali. Rossi e verdi di colore , che cambiano forma. Tagliati, mangiati, erano vita. Mangiati, pensati, sognati e sudati, sono vita. Ho sentito il profumo di una cipolla rossa e mi sono persa nei suoi strati, nei suoi veli, e mi sento addosso un’età.

L’odore del pane lievitarsi sotto coperte pesanti. Il pane lievitato preso in braccio. Il forno a legna. Il pane osservato, desiderato, diviso. Un pane ch’ è amore. Il cammino di due piedi mai stanchi verso orizzonti indefiniti con la sola certezza di dare. Con la certezza del sentimento, la più nobile.

Fichi verdi, fichi secchi, crocette di fichi al sole. Melenzane e peperoni sott’olio, olive. Olive verdi, nere, olive all’aceto, olive schiacciate, infornate. Olive sull’albero, uliveti, olio. Settembre.

Ho sentito di un focolare antico e l’ardere di carboni in una domenica pomeriggio di inizio gennaio . Alle finestre batteva il vento. Ho visto una tavola piena. Ho visto una garanzia, si chiamava: onestà. Ho visto invocare disciplina: io ci vedo ancora libertà.

Oggi uno dei 7 gatti tiene nei pochi centimetri del suo spazio i suoi 4 gattini appena nati .

Un’assenza presente. Una tradizione ci aiuta a capire chi siamo. Ed è forte e persuasiva. Uno specchio possente , una lacrima mi si impossessa. Uno specchio che non è un luogo ma memoria ,e vive. Il nero. Una lacrima mi si impossessa . Dov’è?

 

Di Valeria D'Agostino

Giornalista pubblicista

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