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E’ una bella serata.  I raggi della luna si confondono con la scarsa luce dei lampioni, anche se essa è nascosta dietro i palazzi di LT. Sì, lettori, siamo nella young, wild and free Lamezia Terme. E, più precisamente, in uno dei posti più magici che questa cittadina ci può donare. Il Bar Mexico. Sarebbe inutile dire dove si trovi ,ma ,per chi non lo sapesse, beh,  lo troverete in Piazza Mercato Vecchio, odierno Banshee, che si trova sotto la chiesa di San Domenico ed è individuato per una piscinetta senz’acqua in mezzo ad essa. Ecco, alla fine di questa splendida piazza, palcoscenico di ” spacca bottilia e ammazza familia” e di “uomini con le rose” ad ogni albero , sulla vostra destra troverete , subito dopo le “serrande”, luogo d’incontro dei fighi del freestyle,  il Mexico.

Eccolo, bello e raggiungibile per qualsiasi fuga dalla mente, tra rum e pera, vodka liscia o alla fragola, e per i classici, la peroni ad 1 euro che fa la storia. La signora Wanda ancora non c’è, sono le 20:30 e lei è la donna della notte buia, che ti accompagna con il sorriso tra un tiro di ribellione e uno di perdizione. Al suo posto c’è il Vecchio, rimasto lo stesso da quando frequento questo pezzo di LT, quindi credo che abbia trovato la fonte dell’ eterna gio…ia, soprattutto su quella sedia di plastica verde, che se la tocchi, vieni buttato fuori a suon di bastonate che manco tua nonna t’ha mai rifilato. E, come Cerbero degli Inferi, eccolo che difende la perla del locale: un mini gazebo per fumatori attaccato ad esso . E qui , tra i tavoli rotondi rialzati , con le sedie altrettanto alte,e la nuvola di fumo che da un tocco bohémien a tutta la stanza, troviamo tre amici di disavventure. Sono due ragazzi e una ragazza.  Uno è Scuro,di media altezza ,sbarbato;l’altro è un po’ Alto, grassoccio , con una sigaretta in bocca. Il primo è A , il secondo C .  C e la ragazza sono seduti sulle sedie e con le birre sul tavolo , discorrono sulle faccende personali. A entra. Saluti , baci, risate per un qualcosa di sciocco appena accaduto. A si siede e prende anche lui una sigaretta. < Auguri C!> < Grazie! il pargolo è ora accerchiato da un plotone d’infermiere. Questa foto l’ho scattata quando sono riuscito a vederlo per 5 minuti.> < Ma in quale ospedale è nato?> < Quello di Lamezia> <Minchia, com’è ridotto male quell’ospedale. noi siamo la terza città più grande della Calabria e non abbiamo nemmeno un ospedale decente. >  < In compenso abbiamo il campo Rom, davanti all’ ospedale, più grande del Sud!> < E’ vero. L’altro giorno ho letto che i carabinieri sono entrati nel campo per via di tutte le gomme che stavano bruciando. Sono stati un po’ placcati all’inizio, ma alla fine , sono riusciti sia ad entrare  sia ad uscire indenni!> < Che poi , in quel campo c’è di tutto. La corte dei Miracoli di Notre Dame de Paris! E quelli sono ricchi da morire. Perché rubano?> < Io credo che sia nella loro cultura. Ci sono alcuni che rubano per fame, ma quelli che abbiamo noi rubano per tradizione.> < e come si potrebbe affrontare una cosa del genere? Come si potrebbero integrare ? > < Quando penso a loro , mi viene in mente la Calabria degli anni ’70. Stesse tradizioni sanguinolente. Una mia amica di Livorno, trasferita qui da tanti anni, mi ha detto che la mattina si ritrovava di fronte casa i cadaveri delle ammazzatine tra le gang mafiose. Sinceramente , non so nemmeno come siamo arrivati fino a qui.> < Fino a qui? Ma se ancora mettono le bombe in centro città! io ho visitato molto l’Italia e anche un po’ l’Europa. E una cosa del genere non può esserci. Non c’è. E la Calabria, una terra unica al mondo, dove a mezz’ora di macchina hai il mare e la montagna, ha un problema molto grosso. E credo che sia l’unica anche in questo. Sono gli abitanti. Non è solo lo Stato. > < Ma non tutti! Ieri hanno fatto la fiaccolata per l’ avvocato Pagliuso! C’è una reazione.> < Sì, ma non li vedi in giro, i piccoli mafiosetti? Che mettono incinte le ragazze per non andare in prigione? Stai certo che finita questa generazione ce ne sarà un altra. Più stupida, forse più cattiva, ma sempre un’ altra.> <E che atrocità si sono commesse! vi ricordate di quel fotografo a piazza d’Armi?  Quello che era scomparso per tanto tempo e che quattro/cinque anni fa è stato ritrovato incementato? Si chiamava Gennaro Ventura> < Questa non è resa dei conti. E’ sadismo.> < O la faida tra gli Iannazzo-Giampà  e i Torcasio-Cerra ? I Perri , che stavano dalla parte degli Iannazzo,erano anche i proprietari del Due Mari. Si sono trucidati a vicenda, dopo aver commesso atti sacrileghi anche sulla pelle dei defunti.> <Quante ammazzatine ha visto la nostra terra.> < O a Napoli , qualche mese fa, non hanno fatto una sparatoria in una piazza, e hanno ferito una bambina?>  <Si,SI> <Ma come si può fare, continuare?> < Andatevi a leggere le deposizioni del pentito  Raffaele Moscato, nel processo a Vibo. quello che dice non è un film, una di quelle fiction su canale 5. Quello schifo è successo davvero. Ma ti rendi conto? Noi camminiamo su queste strade e a meno di 2 km c’ è un uomo che muore sciolto nell’ acido.  La cosa più tragica è che noi , a differenza di quelli del nord, o dell’Europa, sappiamo che qui può succedere. Sappiamo che succederà. E bisogna preservare tutte queste attività che portano un po’ di cambiamento, di aria in questa città che nasconde i cadaveri negli edifici incompiuti di Savutano, della Marinella. Questo è l’unico cambiamento di Lamezia, sennò siamo rimasti negli anni 70.>

Tre ragazzi di disavventure. Tre ragazzi di una Lamezia che ha cambiato colore, ma non la veste. Ha sempre quella, con le macchie nei soliti punti, e sbiadita nei medesimi angoli. E quelle che ho scritto sono solo vecchie storie conosciute, ma non scritte che si raccontano, tra una sorsata di birra e una boccata di fumo in una serata tranquilla. E chissà quante altre avranno lo stesso trattamento Lametino.

IVONNE GARO.

 

 

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