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È in alcuni giorni più che in altri che mi chiedo che cosa sono realmente e se ciò che rappresento sia veramente riflesso in ciò che ho reso visibile. Delle volte pare che le mie emozioni sovrastino qualsiasi suono, ed è lì che mi ritrovo ralmente io: nella mia non-espressione. Il mio silenzio è il manifesto del mio mondo e nelle pieghe dei giorni più crudi risiede il mio malessere per la mia incompletezza. Mi chiedo se esisto e se lo sto facendo nel modo più giusto. Ma qual è il modo più giusto se non quello più consono alla mia idea non imparziale di bene? Nulla. Perché sono solo un essere imperfetto e cosciente delle sue condizioni. Il benessere è un’illusione di chi respira ancora, ma solo il più stolto degli uomini crede che non gli interessi provarlo.

Nadia Mahboub
Civita, 1 giugno 2017

Di Domenico Benedetto D'Agostino

Sono nato nei giorni della Merla, ventinove anni fa a Lamezia Terme. Studio ciò che mi appassiona, Storia delle Religioni, Beni Culturali, Arte e Archeologia e, citando Calvino: "Scrivo perché sono insoddisfatto di quel che ho già scritto e vorrei in qualche modo correggerlo, completarlo, proporre un’alternativa".

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