•  
  •  

Quando ero bambina io
ci si metteva in posa bene per fare le foto
uno scatto solo, prendere o lasciare
perché i rullini costavano tanto e finivano in fretta.
Quando ero bambina io
i documenti più importanti dovevi salvarli tutti
su un floppy disk.

Quando ero bambina io
ci si sbucciava le ginocchia giocando a “ce l’hai”,
ci si impolverava cercando un nascondiglio,
ci si scambiava le carte dei Pokemon
litigando per ottenere una rarità.
Quando ero bambina io
se non avevi un Furby come animaletto non eri nessuno
e dovevi chiuderlo nell’armadio quel piccolo stronzo
per evitare che si svegliasse di notte chiedendo di mangiare.

Quando ero bambina io
si imparava in fretta a giocare
con la sola fantasia:
bastava una collana di plastica
per trasformarsi in principesse,
un ramo secco per fare le magie,
una piccola crepa nel muro
dietro la quale si celava un passaggio segreto
per un mondo lontano lontano
e un orologio rotto per essere in grado
di viaggiare nel tempo.
Quando ero bambina io
ci si emozionava per un fiore appena sbocciato,
per le formiche laboriose sul ramo,
per le briciole da lasciare agli uccellini.

Quando ero bambina io
ero piccola io, piccolo il mondo
ed amavo follemente le piccole cose
quelle semplici e senza prezzo
ma di grande valore.

Di Giuly Moon Vismara

La Luna è la migliore compagnia dei poeti senza sonno ed io, Moon, lascio la mia impronta abbracciando la notte e dipingendola di parole.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.