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“La luna è una puttana”; si concede a tutti,
senza nascondere quel briciolo di ego
che la fa brillare indistintamente
agli occhi di un innamorato della vita.
Molti credono ch’io abbia costruito qualcosa –
non sanno che di quel che io ho costruito
conosco a malapena il nome; figurarsi la sostanza.
Il mio amico Antonio possiede diverse qualità.
Ma io lo preferisco soprattutto
per la sua voglia di rompere i coglioni.
Non sempre riesco a riconoscermi
in ciò che faccio – ma spesso il mio agire
è del tutto coerente con lo stile
del mio vecchio cordone ombelicale.
Nauseabondi vilipendi: effettuazioni
d’ignobili ciarlatani del circostante –
si riempiono la bocca di carbone, d’ironia
e della parola Cultura.
È con i versi, questa notte, che vorrei
penetrarvi e dirvi quante credenziali
io abbia per poter pronunciare “Cultura”.
Più non odo l’interesse nel cuore
nel pronunciarmi in linguaggi d’altro tipo.
Molte belle e nobili battaglie le vinsi
a colpi di sobbalzi nel fondo del petto.
Ma voi, voi avete vinto la guerra
ed io non vi riconoscerò mai.

Di Domenico Benedetto D'Agostino

Sono nato nei giorni della Merla, ventinove anni fa a Lamezia Terme. Studio ciò che mi appassiona, Storia delle Religioni, Beni Culturali, Arte e Archeologia e, citando Calvino: "Scrivo perché sono insoddisfatto di quel che ho già scritto e vorrei in qualche modo correggerlo, completarlo, proporre un’alternativa".

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