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Anno 2080: ci sono le elezioni presidenziali, negli Stati Uniti. Jim Briskin è il primo candidato nero della storia, e deve affrontare un problema enorme: il sovraffollamento della Terra.

Cento milioni di persone sono state ibernate, in attesa di tempi migliori, e di un pianeta meno popolato in cui vivere. La ricerca di questo pianeta è senza sosta, perchè questa è l’ultima speranza per gli ibernati: l’alternativa è ucciderli uno ad uno, in una gigantesca forma di eutanasia collettiva.
Briskin, con la collaborazione di scienziati, tecnici e uno strano antropologo, trova la soluzione: attraverso una strana macchina, il Lampobolide, riesce ad attraversare il tempo e lo spazio, e trova la terra per tutti questi immigrati forzati. Ma la realtà supera sempre ciò che desideriamo, e si troverà ad affrontare un problema inaspettato e imprevisto: la terra promessa è una Terra gemella, nella quale l’evoluzione ha preso una strada diversa, e l’Homo Sapiens non è nient’altro che un nome sconfitto dal tempo.
Questo cambierà tutto, e….
Mi fermo qui, perchè questo straordinario, affollato e mozzafiato romanzo distopico va gustato pagina per pagina ed evento per evento: con una meravigliosa e rara capacità di gestire almeno sei punti di vista, Dick, il re della distopia, riesce a farci entrare in un futuro inquietante, colmo di echi delle paure della società degli anni sessanta, ma che sono molto attuali anche per noi: il razzismo, l’immigrazione, l’eugenetica, la scoperta di universi paralleli al nostro, l’evoluzione e il futuro dell’umanità.
Il tutto, attorno ad una riproduzione quasi profetica di un Presidente nero, che sebbene non ancora entrato nella Storia, si avvicina molto all’inventato Briskin: timoroso, prudente, diviso tra i propri valori e la loro incoerente applicazione nella realtà politica: Dick pensava a Martin Luther King- il libro è del 1966, due anni prima dell’omicidio di costui- ma parecchi tratti sono riconducibili anche a Barack Obama.
La capacità di Dick di mostrare visioni, paure e deliri, assieme a una razionalissima capacità di descrivere tecniche, eventi e manovre politiche, è sempre viva e pulsante, e Svegliatevi, dormienti!, benchè considerato uno dei suo romanzi minori, è in realtà uno dei più potenti nell’indicare paure, domande e dilemmi dell’essere umano del Ventesimo e Ventunesimo secolo.

Buona Lettura!

Di Pierluigi Cuccitto

Di Pesaro. Ho trentaquattro anni, vivo e scrivo da precario in un mondo totalmente precario, alla ricerca di una casa dell’anima – che credo di aver trovato – e scrivo soprattutto di fantasy e avventura. Ho sempre l’animo da Don Chisciotte e lo conserverò sempre!

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