Calabria, Agosto 2017: ciò che rimane, e ciò che si perde

Questa è stata la mia quattordicesima discesa in Calabria, negli ultimi tre anni.

Il mio lungo percorso, iniziato nel 2014, è stato colmo di esperienze meravigliose, di volti, di consapevolezze, di arricchimento; ma ha avuto anche frustrazioni, delusioni, perdite e stop.
Non rinnego nulla, però; e se per un periodo ho avuto la seria intenzione di trasferirmi definitivamente lì, oggi so, grazie anche agli anni calabresi, che la mia strada porta lontano da lì, benchè sappia di poter contare su posto amato e familiare, dove posso tornare ogni volta che avrò un momento.

Ed ecco, quello che mi lasciato questo Agosto.
La musica del Color Fest: la bellezza di stare tutti assieme in un luogo colmo di bellezza, per assaporare musica, sapori, odori ed amicizia in libertà. La prova che la Calabria è un posto che nulla ha da invidiare a tante altre regioni dove ci sono festival famosi e celebrati.
Il blu del mare: lo Jonio, Montepaone e Squillace: l’odore e il sapore di posti che finora non avevo mai visto, e che mi hanno donato nuovi paesaggi ed emozioni da ritrarre, conditi dall’amicizia di alcune persone a me ormai molto care, con cui, ogni volta che scendo, passo sempre ottime giornate. Con alcune c’è un rapporto professionale, che non esclude affatto l’amicizia, con altre c’è la forza di un legame che solo aver vissuto dolori simili e comuni può creare, e non spezzare mai.
I luoghi e le vie nascoste: le strade, note e meno note, di Lamezia, una città che ormai conosco a menadito, e che è diventato uno dei luoghi nei quali posso ritirarmi e pensare alle cose da fare, alle scelte da intraprendere, e nel quale riesco sempre a vedere con lucidità le priorità della mia vita.
La lontananza che incide: 800 km sono sempre un bel sacrificio, e l’accoglienza è sempre una buona prova che quello che si fa è giusto. Ma nella vita non tutto rimane com’è: alcune cose perdurano, come certe semplici e profonde amicizie, ma altre cose lentamente vengono sconfitte dal tempo e dalla distanza, tanto che arrivi a capire che vivendo così tanto lontano per non perdere nulla bisogna in realtà far parte degli stessi luoghi, e che un ospite rimane sempre un ospite.
Quando cerca altro, non può trovarlo, e forse non è colpa di nessuno, ma è la vita che porta a questo.

Il 2018 sarà un anno impegnativo e cruciale, e la Calabria mi vedrà meno di prima, questo è certo… ma è uno dei miei posti nel mondo, e appena avrò un momento, essa mi rivedrà.

Perchè quello che si crea non si distrugge.

Pierluigi Cuccitto

Di Pesaro. Ho trentaquattro anni, vivo e scrivo da precario in un mondo totalmente precario, alla ricerca di una casa dell’anima – che credo di aver trovato – e scrivo soprattutto di fantasy e avventura. Ho sempre l’animo da Don Chisciotte e lo conserverò sempre!

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