«È ingiusto, è sbagliato.» così l’uomo interruppe il lungo silenzio che si era creato tra di loro.

Erano seduti in macchina, uno accanto all’altro, con i pensieri immersi e gli occhi vagabondi; faceva freddo quella sera invernale ed i cuori tremavano forte.
«Non sono l’ideale in questo momento e lo sai molto bene, Grace.»
Ciò che lo turbava era quell’immenso senso di inadeguatezza e di fragilità che cercava costantemente di nascondere dietro una dura corazza che si era creato con il tempo e l’esperienza.
Eppure lei riusciva in qualche modo a passarci attraverso, si infilava con delicatezza tra gli anfratti e riusciva a raggiungere ed osservare con curiosità e meraviglia quell’animo nascosto; sapeva molto bene che ciò che egli stava mostrando a lei era un lato esclusivo e destinato solo a pochi; perciò si muoveva cauta in quel mondo nuovo.
Dopo una lunga pausa fu la ragazza ad esprimere i mille aggrovigliati pensieri che affollavano la sua mente; la sua voce era sicura e certa.
Lei aveva l’abitudine di pesare ogni singola parola ed ogni frase prima di pronunciarla, conosceva bene la potenza intrinseca di ogni suono e ne studiava il valore, le sfumature e gli effetti.
«Ma io non cerco alcun ideale. Io nella mia vita voglio le persone.» lui per un attimo la guardò intensamente cercando di carpire quel significato nascosto che si celava in quella frase semplice e complessa.
«Non sono abituata a prendermi solo i pregi, è innaturale spezzettare una persona e pretendere di avere solo il meglio, solo le qualità, solo la parte bella. Chi è abituato a scegliere solo i pezzi più pregiati non potrà mai vantarsi di conoscere davvero chi gli è accanto nella vita; vedrà solo una piccola parte.
Io invece voglio tutto, pacchetto completo: pregi e difetti, vizi e virtù, momenti di gioia e felicità ma anche di tristezza o di rabbia. Io voglio nella vita persone che siano in grado di mostrarmi ogni sfaccettatura bella o brutta che sia, quando amano e quando odiano e quando soffrono.»
Attese che tutte le parole entrassero nel sangue e si depositassero nel fondo del cuore, attese che i minuti scorressero con lentezza per non rompere la perfetta armonia di suoni e di silenzi che si era creata, attese l’istante giusto e quando arrivò prese coraggio e con una nuova luce negli occhi riuscì a dire: «È tutto questo che ti rende speciale, Marco. La bellezza delle tue imperfezioni e il coraggio di mostrarmi tutto ciò che sei.»

Giuly Moon Vismara

La Luna è la migliore compagnia dei poeti senza sonno ed io, Moon, lascio la mia impronta abbracciando la notte e dipingendola di parole.

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