Rivoglio il brivido di quei giorni di febbre

Di ricordi e viaggi folli pieni di colori

Ho fotografie che non se ne andranno mai

Di quei giorni

Tu eri una bambola di vetro

Vestita di nero

I capelli d’oro

Viso da fata

Eravamo fuori dal tempo io e te

Eravamo belli io e te

Ci volevamo bene io e te

Ma quei giorni ora sono svaniti

Il brivido si è placato

Spento

Inaspettato

La cenere è ancora calda

Ma la strada è finita

Come un battito di ciglia

Incancrenita

Davide De Grazia

Il poeta non è altro che un canale, un medium per l'infinito, che si annulla per fare posto a forze che gli sono immensamente superiori e, per certi versi, persino estranee. D'altra parte chi sono io di fronte al tutto, ma al contempo, cosa sarebbe il tutto senza di me?

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