Sciabaca17: Bevilacqua “La felicità consiste nel seguire il proprio genio”.

Soveria Mannelli – La seconda giornata di “Sciabaca 2017”, festival di Rubbettino editore é iniziata all’insegna del benessere tra la natura.

Il minitrekking dal titolo “Paesaggio e felicità nelle aree interne” è stato curato da Francesco Bevilacqua, scrittore e paesaggista. Da Piazza Bonino, luogo centrale di Soveria Mannelli si è proseguiti numerosi verso la Chiesetta degli Abbandonati, attraverso un sentiero di ricca vegetazione. Le sensazioni percepite durante il cammino sono state molteplici. Un cammino intriso di una preghiera laica, che formando un lunghissimo serpentino di persone (molti giovani e scuole), ha portato a riflettere sui grandi temi della letteratura.

Bevilacqua parla infatti di ‘felicita’ che abbinata al paesaggio e alla riappropriazione dei propri luoghi giunge a qualcosa di fortemente spirituale. Giunge al genio. Al vero lusso di cui ogni società dovrebbe essere composta. Dunque, curioso lo sguardo delle signore affacciate alla finestra, curioso lo sguardo del ragazzino di scuola media che socializza ai compagni il suo entusiasmo, o lo stupore verso una esperienza che prima non aveva mai fatto. “Molti pensano di vivere in un posto che non vale nulla” – afferma Bevilacqua a proposito della sacralità dei luoghi che delineano la nostra identità calabrese ma di cui siamo poco a conoscenza. “Al Sud non si ha contezza delle cose che ci circondano. Lo diceva anche Pasolini” – continua – Siamo qui per dire che Soveria è il posto più bello del mondo”. C’è poi una parola greca per descrivere la felicità. ‘Eudaimonia’. Laddove il daimon era l’angelo custode del genius. A quei tempi, infatti, la felicità non era un piacere puramente sensoriale, ma aveva a che fare col genio, ché questo aiuta a non perdersi. Secondo Jung “Per essere felici bisogna realizzare se stessi – dice ancora Bevilacqua – solo così possiamo evitare nevrosi e depressione”.

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Ed ecco che il circostante, gli alberi, luoghi che un tempo aprivano a numerosi castagneti, restituiscono la pace, il silenzio, il tempo, l’immensità. Dunque contro il materialismo di massa che un’epoca post moderna ci impone ecco il ritorno all’essere e non all’avere. Presso la Chiesa degli Abbandonati il dibattito è poi proseguito con Lorenzo Scaraggi di “South Cultural Routes” sul tema della valorizzazione e promozione degli itinerari culturali del Sud Italia. Il pranzo è stato inoltre accompagnato dai “Suoni del Reventino” con Felici e Conflenti. Il ricco programma si avvia alla seconda parte della giornata: alle 16.00 presso l’Officina della Cultura e della Creatività spazio a “La Calabria spiegata agli italiani” con Domenico Nunnari e Maria Vittoria Morano. Alle 17.30 ci si sposta in Biblioteca Michele Caligiuri per “Il viaggio dei libri” leggere al al tempo di Tommaso Campanella con Antonella De Vinci, introduce Mario Caligiuri. L’attesa Lectio Magistralis “Per una mappa del Mediterraneo” di Franco Farinelli, è fissata presso la Casa delle Idee Gerardo Marotta, con l’introduzione di Gianfranco Manfredi. La serata si concluderà presso l’Officina della Cultura e della Creatività con “Joke. Un viaggio tra identità e memoria” di Koralira. La notte a Soveria é ancora viva, anche il Tirabusciò contribuisce a Sciabaca con “Up the music” Dj set.

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Domenico D'Agostino

Sono nato nei giorni della Merla, ventisei anni fa a Lamezia Terme. Studio ciò che mi appassiona, Beni Culturali, Arte e Archeologia e, citando Calvino: "Scrivo perché sono insoddisfatto di quel che ho già scritto e vorrei in qualche modo correggerlo, completarlo, proporre un’alternativa".

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