Come il mare d’ottobre

(Raccontami dei tuoi sogni fragili,
Portami con te attraverso gli specchi infranti
Dalle troppe bugie e dalle delusioni.)

Smetti di aspettare,
Con i tuoi occhi scuri che riflettono il buio di questo
Immenso silenzio;
Spegni l’ennesima sigaretta che ti sei fumato
Cercando di spezzare la noia e l’attesa.
Forse ti sei arreso,
Comprendi che il giorno non arriverà così presto
Come volevi.

Ti soffermi un solo secondo,
tergiversando su quella cicatrice
Che ti scorre addosso lungo il petto
Portandosi con sé un ricordo passato
Che ancora mette i brividi se qualcuno
Con lo sguardo la accarezza.

(Raccontami ancora una volta
Delle tue paure che tieni segrete,
Del viso che non smetti di guardare,
Degli occhi che non ti arrendi di cercare.)

Giri con forza lo zucchero nel tuo caffé,
Cercando di riportare indietro con quel suono e quel profumo intenso
Tutta la tua anima;
Fingi un sorriso compiaciuto e ti sistemi i capelli
Con quello sguardo da sbruffone che ti sei dipinto in volto.

Eppure io ti vedo per come sei e, tra tutti,
Ti riconosco:
Sei perso, distante,
Immerso in quel continuo tumulto e sciabordio di pensieri
Come il mare d’ottobre.

Giuly Moon Vismara

La Luna è la migliore compagnia dei poeti senza sonno ed io, Moon, lascio la mia impronta abbracciando la notte e dipingendola di parole.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.