Il gendarme e l’arpa

L’arpa suona per l’erudita gendarme.
L’arpa suona e tuona più dell’arme del mite gendarme.
L’arpa accarezza e subito dopo spezza.
Il gendarme è la vittima di ciò che più ama e al contempo disprezza.
Il gendarme si nutre di musica, ma ha affinità col più profondo dei silenzi.
Il gendarme è il suono dell’arpa nell’attimo preciso d’una silente battuta d’arresto.
L’arpa è il gendarme e il gendarme è l’arpa.
Eppure si ha bisogno o dell’uno e dell’altra.

N.B.
Spesso la linea che separa bene e male è talmente sottile che facciamo fatica a distinguere l’uno dall’altro. Spesso c’è fin troppo bene tra le pieghe del male e spesso c’è fin troppo male dietro un fantomatico bene. E’ importante che s’interrompa l’atto di giudicare a discapito di un mondo che ha le sue fondamenta sul giudizio e sul facile pregiudizio.

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