A me mi piace il blues

Ascoltando un buon blues si possono fare tante cose

Si possono scrivere i pensieri del giorno

Ma non sempre sono troppo interessanti;

Ascoltando un buon blues si può sognare ad occhi aperti

O bere whisky e fumare da una pipa

Per chi proprio non si accontenta

della classica sigaretta…

 

Ogni tanto è bello godersi il sapore amaro

Come un liquore nero stagionato

Ci vuole classe anche nel bere

E sono certo che tu ce l’hai

se ti piace il buon vecchio blues;

Ci sono diversi tipi di indisposizione

Di certo le peggiori sono quelle del cuore,

Ma il blues è la giusta medicina:

É sempre disponibile

É legale

E non lascia segni;

Ascolta il buon vecchio blues!

Io lo faccio appena posso

E se uno mi dice come mai

Strizzo gli occhi e lo prendo per un cretino

Non chiedo certo ad un cristiano

Perché ami il suo santino…

 

Ecco io amo il Dio del Blues

Non un dio di prima classe lo ammetto

Puzza di alcol e non si lava molto

E di certo alle campane del paradiso

Preferisce le fiammate dei riff all’infinito…

 

Il blues, il blues

Vi prego

Toglietemi tutto,

ma non il mio blues.

É fedele

Non mente

Ce n’è in abbondanza,

Tutto il contrario della vita,

In ogni circostanza…

Stringi la religione del blues e ti assicuro

Che non te ne pentirai

Esso abbraccia tutto il male del mondo con un dito

Tutututututu

Tutututututu

Tititiiiiitiiiitiiii

Ahahahaahahh

Così che capisci che non sei più il solo

Ad essere immerso con la merda sino al collo…

Davide De Grazia

Il poeta non è altro che un canale, un medium per l'infinito, che si annulla per fare posto a forze che gli sono immensamente superiori e, per certi versi, persino estranee. D'altra parte chi sono io di fronte al tutto, ma al contempo, cosa sarebbe il tutto senza di me?

Leave a comment

  • ©2016 Manifest. Tutti i diritti sono riservati agli autori delle singole opere.
  • Il blog è stato realizzato da Siti Web Torino.