(2018) Prima della Fine

PROGRAMMA DE/SCRIVO3 (prima della fine) PRIMA PARTE

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26 OTTOBRE 18:00
“Le fantasticherie del camminatore errante”
(Rubbettino 2018)
di Francesco Bevilacqua

Elogio dell’erranza e dello smarrimento: è il senso di questo libro, in cui l’autore afferma che, per trovare la via, bisogna necessariamente perderla. “Le fantasticherie del camminatore errante” è un’affascinante narrazione di viaggi, che ci conduce per mano in terre favolose, ma anche nell’intimità più risposta di ciascuno di noi. Un po’ monaco errante, un po’ sciamano, un po’ eremita, che anela ad una clausura nel tempio immaginifico delle montagne, delle valli, delle foreste. Tanto lontano dal mondo, eppure sempre nel cuore del mondo.

Francesco Bevilacqua, cercatore di luoghi perduti e membro dell’ordine pedestre dei camminatori erranti. Cura l’amnesia dei luoghi ed il coma topografico. Conosce il genius loci. Pratica l’oikofilia. Possiede un villaggio vivente nella memoria (De Martino). Pensa che un paese ci vuole (Pavese). Sa che occorre rinascere nel proprio luogo, ogni giorno più definitivamente (Rilke).

a seguire
27 OTTOBRE 09:00
Erranza con Francesco Bevilacqua @faggeta Condrò

8 NOVEMBRE 18:00
“Antar”
(Vertigo 2018)
di Eliana Iorfida
dialoga con l’autrice Domenico D’Agostino

Antar è un giovane italo-siriano la cui personalità vacilla tra culture che lo attraggono e lo respingono a seconda degli eventi, spesso drammatici, che scandiscono il suo percorso. Porta il nome di un celebre poeta-guerriero di epoca preislamica, Antara Ibn Shaddad, una sorta di Ulisse del mondo arabo nel cui destino si identifica in modo speculare. Siriano in Italia e italiano in Siria, vive un perenne cortocircuito di identità, che si traduce in un vero e proprio “viaggio di ritorno”, una discesa agli inferi in una Siria ormai smembrata, nei cui frammenti si scompone la sua stessa storia familiare, intrecciandosi a quella di personaggi forti come padre Paolo Dall’Oglio.

Eliana Iorfida, cresciuta a Serra San Bruno (VV), si trasferisce a Firenze, dove si laurea in Archeologia Orientale. Partecipa a importanti missioni di scavo nazionali e internazionali (Siria, Egitto e Israele), trasformando i diari di viaggio nel romanzo d’esordio “Sette paia di scarpe” (Rai Eri, 2014), vincitore, tra gli altri, del Premio Letterario Nazionale Rai “La Giara”.

23 NOVEMBRE 18:00
“Dell’arte e della fede. Testimonianze artistiche e tradizioni in Calabria”
Seminario a cura di Gianfrancesco Solferino

Un affascinante focus sul fenomeno dei riti religiosi in Calabria e sulla loro traduzione nell’iconografia e nell’arte calabrese. Un seminario di storia sociale dell’arte per tornare a comprendere la ricchezza della nostra terra in termini antropologici e artistici.

Gianfrancesco Solferino si è laureato in Lettere a Roma con indirizzo in Storia dell’Arte Moderna e con la tesi, premiata con la lode e la dignità di stampa, incentrata sulla scultura lignea sacra in Calabria dal XVI al XIX secolo con particolare attenzione agli aspetti sociologici e culturali ad essa riferibili. Ha svolto numerose ricerche sulla produzione lignea napoletana e calabrese.
È stato Conservatore del Complesso monumentale di San Francesco d’Assisi a Ripa Grande di Roma per il quale ha curato numerosi studi monografici pubblicati a più riprese su cataloghi recenti. Nel 2013 è stato insignito del titolo di Ispettore Onorario del Ministero per i Beni Culturali.

6 DICEMBRE 18:00
“Puttane antifasciste nelle carte di polizia”
(ilfilorosso 2017) di Matteo Dalena
con incursioni nella traduzione spagnola del libro “Putas antifascistas. Historias desde el margen” (traduzione di Regina Cellino – Le Pecore Nere)
a cura di Maria Pina Iannuzzi e con le musiche di Rodolfo Capoderosa (chitarra)

Ammonite, recluse, confinate, internate, soggette a oblio. Non partigiane, né eroine. Particelle minime, fascinose perché piccole, rare, difficili da distinguere, afferrare. Figure sbiadite, dimoranti nei bassi di città decadenti dove l’esercizio della prostituzione è anticamera del crimine ma anche contenitore di piccole, quotidiane, resistenze al fascismo. Quali le forme del rapporto tra queste donne dalla perduta fama e gli agenti di pubblica sicurezza? Quali le leggi vigenti e i provvedimenti adottati? Una ricerca storica su un gruppo di 27 prostitute di tutta Italia schedate dal regime, condotta nelle carte del Casellario Politico Centrale dell’Archivio Centrale dello Stato.

Matteo Dalena, giornalista pubblicista e storico. Collabora con la Rutgers University (Università del New Jersey) in ricerche di storia sociale e familiare. Membro della Commissione di studi storici e Vice Presidente ANPI Provincia di Cosenza Paolo Cappello, collabora con l’Archivio delle memorie migranti di Roma. Nel 2015 ha pubblicato Ricovero Umberto I. La prigione degli inutili

15 DICEMBRE 18:00
“La terra degli alberi caduti. Un giornalista calabrese nell’inferno messicano”
(Messico 2018) video-inchiesta di Claudio Cordova

Il Messico è un Paese piegato e fiaccato dalla violenza e dalla connivenza tra il potere e la criminalità organizzata. Il documentario apre squarci di luce sul cono d’ombra informativo che copre il Paese. “La terra degli alberi caduti” è una video-inchiesta del giornalista calabrese Claudio Cordova, che ha effettuato una vera e propria discesa negli inferi, un viaggio durato diverse settimane. Un racconto in prima persona del dramma messicano: attraverso le angoscianti testimonianze dei protagonisti e le crude immagini in presa diretta della devastante realtà di quel Paese, si assiste a un racconto incalzante e privo di infingimenti.

Claudio Cordova, 32 anni, è fondatore e direttore del quotidiano online “Il Dispaccio”. Ha lavorato per diverse testate calabresi, occupandosi di cronaca nera e giudiziaria e di giornalismo investigativo. Nel 2014 è stato nominato consulente esterno della Commissione Parlamentare Antimafia

30 DICEMBRE 10:00/21:00
Biblioteca Vivente

Torna a Lamezia Terme la Biblioteca Vivente. Nata in Danimarca negli anni Ottanta, è un metodo innotavito per promuovere il dialogo, ridurre i pregiudizi e combattere gli stereotipi. È riconosciuta dal Consiglio d’Europa come buona prassi per il dialogo interculturale e come strumento di promozione dei diritti umani. La Biblioteca Vivente è nata per poter conoscere realtà di vita diverse della propria. Consente di sperimentare sulla propria pelle il superamento del pregiudizio nei confronti del “diverso da sé”, contribuendo a creare una cultura più aperta e disponibile al dialogo, che non discrimini le persone in base alla loro origine etnica, alla religione, alle convinzioni personali, al genere, all’orientamento sessuale, all’età o alla condizione di disabilità.