Attaccati allo stesso filo, dalla parte del cuore

Il tempo come lo spazio su cui camminare a piedi nudi e i capelli al vento, partendo da un inizio per non vedere mai la fine. Succede che poi i giorni spariscono, le ore e gli anni non hanno significato e ti ritrovi a cercare di contarli come le stelle in cielo. Con il naso all’insù e le mani affondate nella sabbia.

Raccogli i cocci di un’esistenza frammentata, di un’anima in disordine che ascolta ma non vede, che sente e si commuove.

A mancarti sono gli abbracci e i sorrisi, i gesti e le mani, anche quando li hai solo immaginati o visti da una finestra. Ti attacchi al suono di una voce, a istanti visti in foto e a parole tessute e intrecciate su pezzi di seta invisibili, confondendoti i sensi, illuminandoti gli occhi, aprendoti le orecchie.

È un po’ come perdersi e poi ritrovarsi, ogni volta. Come attaccati allo stesso filo da due lati opposti, dalla parte del cuore. Che piova o che ci sia il sole, che il cielo azzurro sparisca un po’. Che il mare sia fermo o in tempesta. Non sai come sia iniziato tutto ma sai di certo che non finirà.

error0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.