Corajisima e tradizioni quaresimali calabresi in partenza per la Campania

A rappresentare la Calabria a Nola, il polistrumentista e ricercatore catanzarese

Andrea Bressi.

Studiosi, appassionati e liberi ricercatori dall’Abruzzo, Basilicata, Calabria, Molise, Puglia, si ritroveranno a Nola, in Campania, in occasione del 4° Convegno Nazionale sulle tradizioni quaresimali.

Lo scorso anno in occasione del III Convegno nazionale, tenutosi ad Amaroni, in Calabria, è stato firmato un protocollo d’intesa, esprimendo così la volontà di costruirsi in Rete Nazionale, di un sodalizio di studiosi e liberi ricercatori, rappresentanti di associazioni e proloco dell Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise e Puglia. A rotazione ogni anno ci si ritrova in una regione diversa e ogni referente delle varie regioni porta la sua testimonianza di ricerca e le nuove scoperte e approfondimenti. Un dialogo iniziato nel 2015, in Molise, e che si sta approfondendo e consolidando, con le iniziative del 2016 in Abruzzo, 2017 in Calabria.
L’incontro e scambio culturale, quest’anno, ospitato dalla “Proloco di Nola Città d’Arte”, tratterà principalmente delle rudimentali pupattole segnatempo del periodo quaresimale,  corajisime in Calabria e quaravesima in Campania, con le quali, le società preindustriali contavano le domeniche di preparazione alla Pasqua sfilando una delle sette penne infilzate in un’arancia posta ai piedi di queste bambole magico rituali, dalle origini remote, usanza  che accomuna e rivive in molti centri del Centro -Sud Italia.

Sarà l’Associazione culturale Radici Calabre, nella persona del polistrumentista e documentarista catanzarese Andrea Bressi, a rappresentare la Calabria, all’evento  previsto per sabato 10 marzo alle 17,30 presso il Palazzo Comunale della Città di Nola. I vari rappresentanti regionali della Rete Nazionale Bambole Quaresima, continueranno il dialogo intrapreso nei precedenti incontri dell’Abruzzo (2016) e nello scorso anno, in Calabria, nella cittadina catanzarese di Amaroni.

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2 commenti

  1. purtroppo viviamo in una regione in cui nei posti nevralgici della politica arrivano sempre persone incompetenti e con le bende negli occhi, a Reggio poi si superano tutti i limiti, facciamo di tutto per autodistruggerci , abbiamo una città che ha un potenziale unico al mondo , il bacino di utenza che potrebbe avere Reggio con la vicina Messina è almeno il doppio di quello di Lamezia, basterebbe solo aumentare i voli e con prezzi ragionevoli e fornire collegamenti validi con la sponda siciliana, qui nessuno vuole incentivare Reggio e penalizzare Lamezia, anzi tutt”altro bisognerebbe mettere collegamenti alternativi da poter attirare anche utenza catanzarese ,vibonese, lametina, da/per l”aeroporto dello Stretto

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