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Avrei deposto il mio cuore sulla neve

per accarezzare i tuoi passi stanchi,

il tuo volto  affranto.

Ma mi dicesti

di non aspettare l’aurora,

il cinguettio dei passeri.

Trattenesti le mie mani :

questo è il cammino.

Non più notte,

non più catene,

solo il brillare di una luce lieve.

Amaro è l’incresparsi delle tue labbra,

sotto il peso del tuo mantello.

Sfidare la sorte è peccato dei mortali,

eterno orgoglio e rimorso.

Non aspettare presagi,

non inciampare ancora.

Acqua il tuo corpo,

acqua il tuo sguardo.

Non c’era più àncora

nella nebbia.

 

Di Ilaria Pellegrini

"Se leggo un libro che mi gela tutta, così che nessun fuoco possa scaldarmi, so che è poesia. Se mi sento fisicamente come se mi scoperchiassero la testa, so che quella è poesia. È l'unico modo che ho di conoscerla. Ce ne sono altri?" E. Dickinson

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