Commento | M.Yourcenar tra memoria & inganno o dell’arte del passato-presente

“Proviamo a ragionare insieme sul senso della memoria. Cos’è per voi la memoria?”
 
Sono queste le parole che pronuncia la prof.ssa Claudia Melica, proprio mentre esco per tornare a casa. Una giornata particolarmente piena di impegni che, quanto meno, mi ha permesso di poter ascoltare la sua relazione sulla “memoria e inganno nelle memorie di Adriano di M.Yourcenar” tenutasi presso la sede dell’ Uniter Lamezia Terme. Il tempismo è perfetto. Sono arrivato e ho preso posto nel mentre la prof.ssa cominciava a relazionare e sono stato costretto ad alzarmi, controvoglia, alle prime battute del dibattito finale che spero sia stato vivace e ricco di spunti almeno quanto la metà della piccola lezione.
Con estrema puntualità, con parole semplici – tanto le sue quanto quelle della Yourcenar, spesso citata – per concetti complessi e con uno stile e un’eleganza appassionante, infatti, la studiosa si è soffermata su diversi nuclei interpretativi che, nella ricerca contemporanea – recentissima – ruotano attorno alla grande scrittrice francese del ‘900.
Considerata dalla critica più classica come una intellettuale aliena al discorso della “attualità politica”, gli studi degli ultimi anni, soprattutto francesi naturalmente, smentiscono sempre di più questo presunto “disinteresse” per sottolineare invece il carattere “attuale” dell’opera della Yourcenar. Nel senso che ella volle proprio trasmetterlo. Mi piacerebbe azzardare ancora di più. Non solo la Yourcenar dimostra di essere “politica” molto più di quanto sembri – proprio attraverso le idee di “memoria” e di “inganno” – ma non credo di allontanarmi molto dalla realtà pensandola come un’avanguardista a tutti gli effetti.
Il passato come “presente quale è sopravvissuto nella memoria umana” mi ha fatto sorridere di gioia. Non conoscevo questa citazione della scrittrice che, ad ascoltarla oggi, mi ha lasciato una dolce carezza. Ci ho rivisto quel passato-presente che, tra mille e mille parole dette e cercate, è forse l’espressione più pregna di significato per gli ultimi anni della mia vita. Allo stesso modo questo romanzo – le Memorie di Adriano – questo classico intramontabile mi ha carezzato dolcemente in questi anni e continua a farlo.  E tutto grazie a te, D.
Non ne comprendo ancora neanche il motivo e, forse, va bene così. Lo ammetto: mi intristisce un poco il non riuscire a mettere in ordine le parole per esprimere con giustizia alcuni sentimenti. Una volta le avrei lanciate sul tavolo così, le parole chiavi. Qui ce ne starebbero parecchie: passato, presente, memoria, inganno, bellezza, idee e ideale e, non per ultima, vita. Quella stessa a cui pensava lei, la Yourcenar, come elemento di base ed essenziale per lo Scrittore. Basta l’amore per la vita? Sì, probabilmente è così, M.
In conclusione, un ennesimo ringraziamento alla prof.ssa Melica e all’Uniter di Lamezia Terme per l’incontro di oggi. Se solo fossi riuscito a rimanere fino alla fine, magari avrei provato a dire anche la mia sulla “memoria”. Ci sto ancora pensando. Ma l’unica cosa che potrei dire in questo momento sulla memoria è… che ha lo stesso colore e lo stesso sapore di quella potenza tutta autentica e umana che continua a trasmettermi Memorie di Adriano  ~

Domenico Benedetto D'Agostino

Sono nato nei giorni della Merla, ventisette anni fa a Lamezia Terme. Studio ciò che mi appassiona, Storia delle Religioni, Beni Culturali, Arte e Archeologia e, citando Calvino: "Scrivo perché sono insoddisfatto di quel che ho già scritto e vorrei in qualche modo correggerlo, completarlo, proporre un’alternativa".

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