Guide Invisibili, a Roma i racconti dei migranti diventano passeggiate sonore

Roma – Viviamo in un paese in cui il ‘diverso’ fa ancora paura. Un paese che predica bene l’accoglienza ma non sa praticarla. A volte capita di imbattersi in slogan pubblicitari, e qui l’accoglienza diventa prodotto da vendere. Nella maggior parte dei casi, forse, lo ‘straniero’ viene visto e vissuto in modo negativo, come qualcosa di ingombrante, non come risorsa. Nessuna possibilità di dialogo, nessuna facoltà di argomentare al riguardo. Razzismo, discriminazione, diseguaglianza sono all’ordine del giorno, nelle varie cittadine italiane.

Ospite. Il migrante che arriva in Italia, il richiedente asilo, o colui che nel proprio paese di origine ha subito violenze, torture, o si è trovato a fuggire via da una guerra, è in ogni caso un ospite. Ma oltre alla situazione politica in cui versa oggi il paese Italia, sempre più tendente all’odio e alla prepotenza,  c’è pure però chi opera costantemente verso l’integrazione e lo fa con arte e creatività, non solo quindi per accogliere, ospitare il migrante che giunge nella nostra città, ma per riempire di valore aggiunto il termine cultura: attraverso lo scambio di culture, di lingue diverse, con la conoscenza, l’informazione, con la bellezza.

C’è un laboratorio a Roma che da qualche anno porta avanti un valido progetto di condivisione. “Guide invisibili”. Si chiama così. E nasce da un gruppo di ragazze e ragazzi appassionati di radio. Un progetto di Laboratorio 53 Onlus, nel 2016/2017 in collaborazione con Echis, curato da Marco Stefanelli e finanziato dalla fondazione Alta Mane Italia. Laboratorio 53 ed Echis, hanno così dato vita a una sorta di trekking urbano per le vie di Roma in cui, con cuffiette e file audio, sono i migranti con le loro storie i veri protagonisti del cammino.

Succede che, per una volta, i nostri amici che provengono dalle più disparate parti del mondo sono visibili, e sono cittadini italiani alla stessa stregua di altri cittadini italiani. Ma cosa sono le guide invisibili sostanzialmente? Sono passeggiate sonore di e con i ‘nuovi cittadini’, così le definiscono dal laboratorio 53, le guide audio nascono nell’ottobre 2016 con un gruppo di 14 giovani migranti provenienti da Pakistan, Costa D’Avorio, Senegal, Gambia, Mali, Rd Congo e Kurdistan.

Ginevra Sammartino

Ginevra Sammartino

“Il migrante è un cittadino a pieno titolo, detentore di tutti i diritti sociali e civili, al pari di ogni altro italiano”

Le prime Guide Invisibili sui quartieri Esquilino e Centro Città sono state scritte e realizzate da: Bakary, Noshad, Baba, Miguel, Alì, Samuel, Awaz, Kaba, Sissoko, Lamine, Ousmane, Sidia, Lassana, Abdoul.

“Inizialmente il progetto prevedeva la realizzazione di un documentario radiofonico – dice Marco Stefanelli – sul tema della diversità, poi il primo laboratorio di Guide Invisibili che prevedevano invece due passeggiate nel centro storico di Roma, Piazza di Spagna e Piazza Vittorio, infine il secondo laboratorio di Guide Invisibili con altre due passeggiate”. Non si aspettavano così tanto seguito gli ideatori di questo innovativo ed inclusivo progetto, una vera osmosi fra arte e disagio sociale. “Ci sono tre cose parallele – prosegue Stefanelli – musica, narrazione, indicazioni stradali”. Coloro che si incamminano si troveranno, quindi,  a seguire tre diverse spinte: assonanza, dissonanza, e storie accadute. Seguono racconti di odori, di sapori, di spezie, vicende analoghe da paese a paese o totalmente differenti, ciò che accade qui non accade lì, ecc. “Il migrante vive spesso spazi riservati – dice ancora Marco Stefanelli a proposito dell’obiettivo del progetto – spazi limitati da istituzioni pubbliche, ecco noi vogliamo riempire questi spazi con delle storie”.

Ginevra Sammartino

Quanto al presente, le prossime due passeggiate sonore di Guide Invisibili sono fissate per il 20 e il 21 Aprile. “Quest’anno in una delle due passeggiate proveremo ad affrontare il tema del rapporto con la salute e la medicina. Molti dei partecipanti al laboratorio vengono infatti da paesi africani dove è ancora in uso quella che potremmo definire “medicina tradizionale” affidata a varie tipologie di figure e operata nelle forme più disparate: dall’uso di erbe e piante per tisane, impacchi, lavaggi, al ricorso a oggetti dotati di particolari poteri di protezione, come i grigri. L’arrivo in Europa determina perciò in molti migranti uno stravolgimento delle loro “abitudini mediche” e l’approccio con la medicina occidentale è carico di sentimenti contrastanti quali diffidenza, sospetto, paura e meraviglia. D’altra parte, se è vero quanto diceva una ragazza siriana durante il laboratorio “io quando sto male prima chiedo a Dio poi al dottore”, il rapporto con la salute chiama in causa anche quello con la religione, in questa passeggiata noi andremo a toccare il rapporto tra religione e salute anche qui da noi, nella Roma dei papi. Per chiudere un piccolo rimedio raccontato da un ragazzo originario della Guinea “quando si ha mal di denti bisogna masticare qualche foglia di olivo”… come ha scoperto questa tecnica lo scoprirà solo chi verrà ad ascoltare il resto della storia nelle nostre prossime passeggiate”.

(Prenotazioni scrivendo a: guideinvisibili@gmail.com)

 

Valeria D'Agostino

Giornalista pubblicista

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