La fotografia di Valentino Guido, è la donna l’oggetto della sua nuova ricerca

Valentino Guido, fotoamatore autodidatta. Nel tempo si avvicina ed allontana costantemente dalla pellicola fino all’avvento del digitale.

Durante questi anni, numerosi scatti lo vedono spaziare dalla foto naturalistica, al ritratto come al reportage. Nel 2006 si aggrega all’associazione culturale fotografica ArteaParte di Paola e contemporaneamente alla Fiaf (federazione italiana associazioni fotografiche). Da lì un percorso fatto di riconoscimenti, nuovi incontri, nuove scoperte. Nel 2016 realizza “Ludibrium – diseconomia del Sud”, un progetto concettuale sperimentale che racconta mediante delle lunghissime esposizioni (200 gg) i fallimenti progettuali dell’economia. Questo lavoro si aggiudica la 2° tappa del circuito “Portfolio Italia 2017”, 14° Fotoarte tenutasi a Taranto.  Ad oggi l’autore , tra personali e collettive, ha realizzato 46 mostre. Abbiamo avuto modo di fare due chiacchiere con Valentino Guido, attualmente in lavorazione un nuovo e interessante quanto mai necessario progetto/racconto fotografico. Promettiamo di continuare a seguirlo in un crescendo di immagini e parole. Colpisce la sua fotografia e tutto quello che c’è dietro, la sua spinta emotiva, la sua passione, il suo grande talento. Perché la fotografia non può essere residuale all’ immagine di un tramonto, la fotografia quale mezzo espressivo ha lo stesso valore informativo, se ben selezionato, che può avere la scrittura.

Ludibrium è il racconto della diseconomia del Meridione. Un progetto concettuale che indaga su più cause. Riprende luoghi in abbandono, aziende della Calabria e della Puglia, che hanno determinato un’ illusione per intere generazioni. 200 i giorni per questi scatti. In alcune c’ è il passaggio del sole. (Dunque 200 passaggi del sole). Valentino Guido cerca e trova l’ invisibile, lo fa con un’ attrezzatura rudimentale, creata con barattoli di latta.

“Sono partito da autodidatta, la fotografia c’ è sempre stata – dice – ricordo che da piccolo mia mamma da vera appassionata riempiva la casa di foto, quindi ero sempre in contatto con esse. In prima comunione non chiesi il game Boy ma la prima macchina fotografica. A 18 anni ho iniziato a fotografare la natura, il paesaggio.  L’ evoluzione nasce quando inizio a raccontare, quando attraverso la fotografia scavo anche dentro me stesso”.

Il salto di qualità per Valentino Guido, di origine cosentino, avviene con il passaggio alla fotografia tematica, quindi non più dando spazio ad immagini singole. Attualmente sta lavorando a un nuovo progetto, del quale non possiamo svelare tanto, che mette al centro del suo obiettivo il concetto di donna, raccontando aspetti tipicamente sociali. Qualcosa che restituisce bellezza alla figura femminile, non solo attraverso l’arte, ma anche scavando nella propria e singola verità. Allora il racconto diventa dramma umano di una nazione, orientata a strumentalizzare il più delle volte mediaticamente la donna.

Valeria D'Agostino

Giornalista pubblicista

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