Arido.

Come un cubo enorme di marmo, bianco e silenzioso.

Che riflette la luce del sole senza assorbirne un po’, insensibile al vento, al calar della luna.

Come un deserto mi manca la pioggia d’estate, non crescono alberi sulla mia testa né una mano scava dentro di me. Fermo e immobile un pensiero mi fluttua negli occhi, mi attraversa lo spirito e ritorna a galla.

Come un sasso gettato nel vento, come una barca alla deriva sospinta dal mare. Un uragano senza case da abbattere, un frutto senza ramo, uno specchio senza un volto riflesso.

Arido.

 

Giorgio Curcio

Sono i ricordi e gli amori che non ho mai avuto, le risate e le bugie, gli schiaffi presi e quelli non dati, ma anche i sorrisi e gli sguardi rivolti nel vuoto delle anime che mi circondano e spesso ne scrivo anche. Giornalista di professione, utilizzo i miei occhi e i miei sensi per trovare un filo che unisce le migliaia di distrazioni che mi circondano e che mi confondono.

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