Live Blog | Diretta di #impressionimobili 05/05/2018

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20:47/ a casa. Steso sul letto dopo un pomeriggio ricco, ricchissimo. Non ho trovato ancora risposta alle mie domande e sento la bellezza del non aver più bisogno di alcuna risposta. Il pomeriggio di #impressionimobili attraverso il Timpone di Nicastro e i rioni vicini, si potrebbe dire, è stato un successo di partecipazione. Non son riuscito a preparare qualcosa da leggere; ci riproverò per la prossima volta ma, devo dirlo a Maria Chiara o agli altri ragazzi, dubito di riuscirci. Mi ha spinto la curiosità oggi pomeriggio, quella più semplice, pura, avulsa da tutto il resto. Ho visto, tra i partecipanti, gli sguardi più diversi: c’era chi guardava quei posti per la prima volta, chi per la seconda, chi ci ritornava dopo tanti anni. In nessuno di essi ho intravisto lo sguardo della rassegnazione o della noia o della stanchezza. E poi c’ero io, che in quei posti ritorno ogni volta che, semplicemente, le mie gambe prendono l’iniziativa. Perché è questa la domanda a cui da anni ho provato a dare risposta: perché ho bisogno di ritornare sempre per questi vicoli, per queste vecchie case, vecchie scale, attraverso gli odori della pietra e dei gerani, della menta e dei cani e dei gatti? Io non lo so, e poco m’importa. Saranno radici, saranno identità (perché, vi prego, questa parola usiamola al plurale!), sarà solo tempo libero, sarà bisogno di quiete. Forse solo per camminare. Che si continui così, vi prego… mettendo da parte il becero e sempreverde senso critico e cinico, tipico di una generazione che ormai ci sta lasciando giorno dopo giorno. Continuiamo, in modo nuovo o in modo vecchio, facendo fotografie, scrivendo, leggendo, chiacchierando, sorridendo o piangendo. Ma senza nient’altro. Ché neppure l’interesse più nobile può spingerci a usare questi vecchi luoghi. Continuiamo a viverli così, genuflessi e togliendoci il cappello al loro cospetto. Solo in questo modo questi luoghi inizieranno a parlarci. E le cose che possono dirci, ve l’assicuro, sono preziose.

19:09/ si scende ancora fino alla fine per arrivare alla villetta di fronte la Cattedrale.

18:35/ dopo una breve pausa alla storica chiesa di S.Lucia iniziamo a ridiscendere per uscire dal centro storico. Come sempre, quando questo viale si fa in discesa, nostalgia di un qualcosa durato troppo poco imperversa nell’aria che si respira. Ora piccola deviazione presso il largo Dano.

18:06/ Ex Teatro Russo. Matteo racconta la sua storia.

17:50/ la bellissima signora Angelina, all’angolo di via Piedichiusa, ci mostra la suanostra storica corajisima, la bambolina votiva che ancora – unica probabilmente in tutto Nicastro – viene appesa ogni anno nei 40 giorni di Quaresima. Franz spiega brevemente l’antropologia che ci sta dietro e poco dopo non capisco quale sia la bambolina più fotografata, tra la signora Angelina e la piccola corajisima nelle sue mani.

17:33/ salendo da Santa Lucia ci fermiamo al celebre palazzo Statti. Grande sorpresa: i proprietari ci lasciano entrare per un attimo nel piccolo cortile. Un luogo sempre sentito come familiare dai racconti di mio padre. Dopo glielo dirò con entusiasmo. Il brusio perenne della folla si amalgama al cinguettio pomeridiano. Saliamo da via S.S.Salvatore.

17:11/ un bellissimo spazio riuportato alla vita del quartiere. Siamo tra vico Conciapelle e il Timpone; fuoriluogo ha ripulito un piccolo anfiteatro naturale che è un gioiellino. Si son lette poesie. Ora si continua.

16:21/ finalmente dentro la chiesa di S.Agazio Al Timpone. Un bellissimo Don Vittorio ci prepara alla sua laica omelia. “Se si fosse trovata qualche cosa di ebraico sarei solo felice… purtroppo non è stato così”. Si riprende Don Pietro Bonacci. Tu sei il suo erede più degno Don Vittò.

16:06/ il prof.Villella ci spiega in sintesi la sua storica tesi riguardo al Timpone come l’antica Judeca di Nicastro. Siamo nel Medioevo. “Il futuro è alle spalle”.

15:51/ ei fu. Manzoni immancabile in questa data inaugura le nostre #impressionimobili e io mi perdo tra i profili di palazzi, decorati di vecchio.

15:30/ dolce brusio a via Garibaldi, anticamente la via Grande di Nicastro. Partiremo da qui. Una valigia piena di libri è appoggiata sotto la statua dell’ultimo grande governatore che amò veramente queste terre.

14:50/ dalla mia minuscola e soleggiata cucina fumo la seconda maledetta sigaretta dopo il caffè per il resto sono già pronto: scarpe comode, videocamera, maglietta leggera, una bagnatina rinfrescante ai capelli e si esce. Oggi si torna su al centro storico, o almeno ad una parte di esso, una delle più affascinanti e controverse. Annamaria mi diceva, l’altra sera, che avremmo corso il rischio di non goderci a pieno la passeggiata. Ma ecco… è diventato effettivamente un duro lavoro, il raccontare ancora e ancora i luoghi che ci stanno attorno…ma mi occorre capire QUANTO. Mi occorre capire fin dove posso arrivare. Mi occorre capire soprattutto dove VOGLIO arrivare.

Domenico Benedetto D'Agostino

Sono nato nei giorni della Merla, ventisette anni fa a Lamezia Terme. Studio ciò che mi appassiona, Storia delle Religioni, Beni Culturali, Arte e Archeologia e, citando Calvino: "Scrivo perché sono insoddisfatto di quel che ho già scritto e vorrei in qualche modo correggerlo, completarlo, proporre un’alternativa".

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3 Risposte

  1. Antonio Pagliuso ha detto:

    Primo passo di Domenico verso l’autentica prosa? :)

  2. Domenico D'Agostino ha detto:

    Nooo i primi risalgono a parecchio tempo fa ma in effetti… stei tiuned :p

  3. Monika Momon ha detto:

    Pure tu sei incorporato 🙄

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