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Se tu ci sei, amore, fra i libri
del mio soggiorno ancora da riordinare
eri anche in quell’appezzamento
di terreno dalla proprietà sconosciuta –
dove sbucciavo le mie ginocchia più giovani –
se tu sei prevista anche in questo ennesimo
progetto che passa per la mente
eri anche sul mio letto
nel riposo pomeridiano al rientro da scuola,
eri l’angolo di cielo
da una finestrella che più non so,
l’angolo di mar Tirreno dalla mia stanza,
quello da dove avresti approdato;
eri l’albero, il fiore, il mandarino
senza i semini e gli inarrivabili
fichi d’india –

se tu ci sei fa un passo indietro l’angelo,
il vuoto si colma e il ghiaccio s’infuoca –
se tu ci sei smetto di ricordare
soliloqui, monologhi, arringhe
e pamphlet e quanto c’era di incompiuto,
così, semplicemente, si compie.

Di Domenico Benedetto D'Agostino

Sono nato nei giorni della Merla, ventinove anni fa a Lamezia Terme. Studio ciò che mi appassiona, Storia delle Religioni, Beni Culturali, Arte e Archeologia e, citando Calvino: "Scrivo perché sono insoddisfatto di quel che ho già scritto e vorrei in qualche modo correggerlo, completarlo, proporre un’alternativa".

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