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Eccoci di nuovo con la rubrica “Ti consiglio un libro”.

E questa volta ve ne consiglio uno speciale, come lo sono tutti gli esordi, tanto più che l’autrice in questione, Agnese Galeazzi, di Pesaro, è nata nel 2001. Ebbene sì, una giovanissima esordiente che, a differenza di molti giovanissimi esordienti, non ha scritto un libro che descrive la propria vita da youtuber o fashion blogger, ma si è imbarcata in un progetto coraggioso, secondo me, quello di raccontare i moti del proprio animo, ma allo stesso tempo cercando di dare voce anche ai moti dell’animo di chi si mette a leggere il libro, perchè le emozioni appartengono a tutti, e compito degli scrittori è quello di parlare non solo di sè stessi, ma anche degli altri.
Da qui il titolo, Palpiti, che rappresenta perfettamente tutto quello che c’è nel libro: palpiti, appunto, emozioni, sentimenti, sensazioni, di ogni genere.
La cosa più interessante del libro di Agnese è proprio la sua forma: un misto di prosa e poesia, intervallate da una costruzione teatrale di alcuni dialoghi, che mostrano come la vita e la scena facciano parte dello stesso mondo. Questa costruzione fa capire come finzione e realtà viaggino sullo stesso sottilissimo filo.
Lo stile di Agnese Galeazzi è fresco- e non potrebbe essere diversamente-, appassionato, tormentato, gioioso ed energico, e cattura l’attenzione di chi legge. Certo, un occhio attento nota qua e là imperfezioni nella struttura dei vari racconti, e lei avrà tempo di migliorare; ma i difetti sono lievi, rispetto ai pregi.
La storia di base si gioca tutto sul contrasto tra Io e Lui, tra scrittore e lettore: un doppio, omaggio di Agnese alla letteratura che ama, ma che in realtà si compone di due persone diverse che si cercano continuamente, si allontanano, si riprendono… per poi scambiarsi l’esistenza. Alla fine, senza rivelarvi troppo, sarà il lettore a prendere in mano ciò che si trova nel libro, a testimonianza del fatto che senza il lettore lo scrittore non può vivere. Una cosa che Agnese ci trasmette, e che mostra come lei abbia già capito la questione chiave di chi scrive( lo dico da scrittore): la lunga strada che lettore e scrittore devono percorrere insieme.

Il libro, edito dalla Casa Editrice Albatros, ha al suo interno molti passi interessanti, ma io voglio segnalare due parti soprattutto: il breve testo “Falene”, dove vediamo un uomo e una donna incontrarsi, e far partire un dialogo reale e “teatrale” allo stesso tempo, e “Una visione”, il breve racconto che personalmente mi ha emozionato di più, nel quale vediamo un teatrante anonimo mettere in scene un’antica e famosissima storia… per poi scoprire che questo anonimo è in realtà un personaggio storico famosissimo, preda di una visione, appunto.
Il colpo di scena, ve lo assicuro, è notevole.

Insomma, un libro da leggere, perchè, come dice l’autrice nella poesia “A mio agio”( che ha echi di Calvino e il suo “inferno dei viventi”), “A mio agio tra i demoni ho camminato”: la scrittura è proprio questo: danzare tra l’inferno e il paradiso, e camminare lontano, percorrendo una lunga strada ignota, ma degna di essere vissuta.

Buona lettura!

Di Pierluigi Cuccitto

Di Pesaro. Ho trentaquattro anni, vivo e scrivo da precario in un mondo totalmente precario, alla ricerca di una casa dell’anima – che credo di aver trovato – e scrivo soprattutto di fantasy e avventura. Ho sempre l’animo da Don Chisciotte e lo conserverò sempre!

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