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Lamezia Terme – Ieri sera a Trame 8 Festival dei libri sulle mafie è stato presentato, in modo particolarmente atteso, l’ultimo libro dell’avvocato Mario De Grazia “La notte della città” edito Pellegrini nel quale, nonostante le diversificate interpretazioni, è stato affrontato il tema ‘scioglimento comunale’ a partire dal primo, a Lamezia Terme, fino al terzo avvenuto lo scorso anno sotto la giunta Mascaro.

A presentare il libro, oltre all’autore, il giornalista di Repubblica Attilio Bolzoni, e il sociologo Vittorio Mete. Interessante, inaspettato, lo sguardo di chi sebbene estraneo al territorio come Bolzoni ha più volte posto interrogativi profondi e significativi all’avvocato De Grazia. “Nonostante vari sindaci nel tenere lontana la politica dal malaffare succede sempre – ha detto il giornalista, a proposito dei numerosi scioglimenti comunali – Cosa è mancato a Lamezia? Forse siamo mancati noi? Ci siamo mossi con dei modelli culturali che non sono arrivati al cuore della gente”.

Il momento iniziale del dibattito ha condotto alla mancata riflessione, da parte dei cittadini quanto alla realtà dei fatti, ed agli errori commessi. Al mancato ragionare, al porsi domande. Il sociologo ha parlato di ‘quiete dopo la tempesta’. Poi la Legge nata nel ’91 come attività preventiva che conduce allo scioglimento di un comune per infiltrazioni mafiose. “Ma è un problema di infiltrazioni mafiose o di politica locale”? – ha aggiunto.

“Com’é stata la politica qua? Come si muove? A quali gruppi di interesse si aggrappa”? Queste le domande poste dal giornalista di Repubblica che, più volte, ha tentato di smuovere, di provocare anche il pubblico.

Dopo un commosso ricordo alle vittime di mafia, da parte di De Grazia, fra cui Tramonte e Cristiano Aversa e Precenzano, gli avvocati Ciriaco e Pagliuso, ed i testimoni di giustizia Mangiarci, Godino, Angotti, insieme ai molti altri, sono emersi i primi effetti del terzo scioglimento comunale di Lamezia Terme per mafia.

“Siamo un po’ disattenti – ha detto De Grazia – Non possiamo più permetterci di voltare pagina e ricominciare. Una società, questa, dove la linea fra mafia e antimafia diventa sempre più labile. Non si capisce dove finisce la mafia e dove inizia la mafiosità. Ci assolviamo, e continuiamo a parlarne come prima”.

Dall’altro lato c’è invece l’indifferenza. Allora entra in ballo la responsabilità, non tanto quella penale quanto quella politica e morale. “S’é creata una certa disattenzione alla scienza della politica – ha aggiunto con un invito ai più giovani a credere, non a demordere, nella politica – Dobbiamo tornare come dice Papa Francesco alla politica come alta funzione della politica. In situazioni pesanti ci vuole più politica non meno politica”.

Ieri sera, al Festival Trame, durante la presentazione del libro dell’avvocato De Grazia s’è creata per la prima volta dopo lo scioglimento comunale la giusta atmosfera di attenzione e partecipazione della cittadinanza. Non c’è stato modo di entrare nel dettaglio, quanto alla letteratura e alla storia, del libro in questione, ma non si può certo affermare che questa non sia stata la prima buona occasione di incontro pubblico circa un tema scottante sul quale ogni individuo seduto nel fare pubblico non abbia provato a porre il proprio punto di vista anche in silenzio. “Chi sono i vampiri? Qual è la zona grigia su Lamezia Terme”? – questi gli ulteriori interrogativi posti dal giornalista siciliano.

L’avvocato De Grazia infine, proponendo un’oralità tipica di chi vuole offrire una nuova (?) visione politica (un invito lanciato all’uditorio a prepararsi alla prossima campagna elettorale?), ha bene messo in evidenza alcune problematiche, quali l’assenza di senso critico, il protagonismo dei giovani da accelerare, il rinnovamento di una stampa che non bada a stare dietro la notizia ma invece la crea, l’attenzione da parte di tutte le agenzie educative nel fare il proprio dovere, nel restare vigili, coerenti, un accento anche alla Chiesa e al Vescovo.

C’é chi non è ancora abituato al dibattito pubblico e tuttavia lo segue, emette sentenze frettolose, c’è chi propone secondo il proprio punto di vista analisi che reputa (per sè) oggettive, chi si alza dalla sala soddisfatto, chi esce dicendo le stesse retoriche frasi, chi lancia sui social network frecciatine.

Intanto, questa sera si chiude l’ottava edizione di Trame Festival, i cui protagonisti sono ancora il giornalista Gaetano Savatteri e parte dell’associazione antiracket lametina. Da annotare alle 21,30 “La città involontaria”  inchiesta su Lamezia Terme elaborata da un giornalista di Panorama. Tante cose sono state inserite, meritevoli di attenzione e di plauso, in questo programma che volge quasi al termine, altre sono rimaste escluse. Quello che si percepisce, al di la dell’entusiasmo e del concreto impegno pieno di passione da parte dei giovani volontari, e di tutti gli operatori, del valido ufficio stampa e delle strategie comunicative, é sul piano del mancato coinvolgimento dell’intero territorio. Il solo numero di presenze non può essere esaustivo. Proposte per Trame 9? “Curiosità, racconto, nuova narrazione di ciò che ci circonda”.

Valeria D’Agostino,
Ph. Mario Spada

Di Valeria D'Agostino

Giornalista pubblicista

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