Archivio di Scritture Sparse #1 – Frammenti dal Diario di C. P.

Tutte le citazioni presenti nel post sono tratte da “Il Mestiere di Vivere” – Cesare Pavese, ed. Einaudi, a cura di Marziano Guglielminetti e Laura Nay.
Immagine in evidenza: Finestre – Italo Cremona, 1939


[Gennaio]

La cosa più banale, scoperta in noi diventa interessantissima. Nasce da ciò, che non è più un’astratta cosa banale, ma un inaudito miscuglio di realtà e di nostra essenza. (29/01/1939)

Le cose si scoprono attraverso i ricordi che se ne hanno. Ricordare una cosa significa vederla – ora soltanto – per la prima volta. (28/01/1942)

Non è che accadano a ciascuno cose secondo un destino, ma le cose accadute ciascuno le interpreta, se ne ha la forza, disponendole secondo un senso – vale a dire, un destino. (25/01/1948)


[Febbraio]

Quale mondo giaccia di là di questo mare non so, ma ogni mare ha l’altra riva, e arriverò. (16/02/1936)

Il futuro verrà da un lungo dolore e un lungo silenzio. (16/02/1936)

La ricchezza della vita è fatta di ricordi, dimenticati. (13/02/1944)


[Marzo]

Non c’è vendetta più bella di quella che gli altri infliggono al tuo nemico. Ha persino il pregio di lasciarti la parte del generoso. (4/03/1946)


[Aprile]

Le generazioni non invecchiano. Ogni giovane di qualunque tempo e civiltà ha le stesse possibilità di sempre. (19/04/1940)

Una decisione, un atto, sono infallibili presagi di ciò che faremo un’altra volta, non per qualche mistica ragione astrologica, ma perché escono da un automatismo che si riprodurrà. (4/04/1941)


[Maggio]

In fondo, l’unica ragione perché si pensa sempre al proprio io è che col nostro io dobbiamo stare più continuamente che non chiunque altro. (26/05/1938)

Tutto il problema della vita è dunque questo: come rompere la propria solitudine, come comunicare con altri. (15/05/1939)

È bello scrivere perché riunisce le due gioie: parlare da solo e parlare a una folla. (4/05/1946)


[Giugno]

Finché si avranno passioni non si cesserà di scoprire il mondo. (16/06/1940)


[Luglio]

Il sogno è una costruzione dell’intelligenza, cui il costruttore assiste senza sapere come andrà a finire. (22/07/1940)

Non si ricordano i giorni, si ricordano gli attimi. (28/07/1940)


[Agosto]

I problemi che agitano una generazione si estinguono per la generazione successiva non perché siano stati risolti ma perché il disinteresse generale li abolisce. (10/08/1947)


[Settembre]

Gli uomini che hanno una tempestosa vita interiore e non cercano sfogo o nei discorsi o nella scrittura, sono semplicemente uomini che non hanno una tempestosa vita interiore. (19/09/1938)

Date una compagnia al solitario e parlerà più di chiunque. (19/09/1938)

La guerra imbarbarisce perché, per combatterla, occorre indurirsi verso ogni rimpianto e attaccamento a valori delicati, occorre vivere come se questi valori non esistessero; e, una volta finita, si è persa ogni elasticità di tornare a questi valori. (9/09/1939)

Aspettare è ancora un’occupazione. È non aspettar niente che è terribile. (15/09/1946)


[Ottobre]

La fantasia umana è immensamente più povera della realtà. (25/10/1938)

La vera genialità non è conquistare una donna già desiderata da tutti, ma scovarne una preziosa in un essere ignorato. (7/10/1940)

Nel sogno sei autore e non sai come finirà. (8/10/1943)


[Novembre]

Passavo la sera seduto davanti allo specchio per tenermi compagnia… (6/11/1938)

Raccontare le cose incredibili come fossero reali – sistema antico; raccontare le reali come fossero incredibili – moderno. (11/11/1943)


[Dicembre]

Leggendo non cerchiamo idee nuove, ma pensieri già da noi pensati, che acquistano sulla pagina un suggello di conferma. Ci colpiscono degli altri le parole che risuonano in una zona già nostra – che già viviamo – e facendola vibrare ci permettono di cogliere nuovi spunti dentro di noi. (3/12/1938)

L’ozio rende lente le ore e veloci gli anni. L’operosità rapide le ore e lenti gli anni. (10/12/1938)

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